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Ambasciatore palestinese all’Onu: “Gaza è l’inferno in terra”: L’Unrwa ha riferito che nella Striscia sono “quasi 672mila gli sfollati interni”

È sempre più drammatica la situazione nella Striscia di Gaza.

L’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha parlato di “condizioni sempre più disperate” nella Striscia. La capacità di fornire assistenza, spiega l’agenzia in un comunicato, è stata “ulteriormente ostacolata dall’interruzione delle comunicazioni di 36 ore che ha colpito l’intera Striscia, comprese le organizzazioni umanitarie, dal 27 ottobre alle prime ore del 29 ottobre”.

L’agenzia ha, poi, riferito, che ospita “quasi 672mila sfollati interni” in 149 rifugi dell’Unrwa ma che “tuttavia, i rifugi non hanno più la capacità né lo spazio per accogliere i nuovi sfollati, costringendo molte persone a dormire per strada”. 

La Mezzaluna Rossa egiziana ha comunicato che dei 60 camion con aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinesi, solo 40 sono entrati a Gaza dal valico di Rafah dopo essere stati perquisiti.

Il portavoce di Hamas Abdul Latif al-Qanou ha dichiarato che la presenza il 30 ottobre di carri armati israeliani alla periferia di Gaza City è stata “una messinscena per ripristinare il prestigio del loro esercito”. Lo ha riferito Al Jazeera. Secondo Al-Qanou solo un numero limitato di carri armati israeliani è entrato a Gaza, protetti dal fuoco da aerei e carri armati.

Le parole di Netanyahu

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto una conferenza stampa. «Ogni Paese civile dovrebbe stare dalla parte di Israele e richiedere il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas senza condizioni, Israele non cesserà il fuoco» ha dichiarato.

«Capisco le preoccupazioni dei familiari degli ostaggi – ha proseguito Netanyahu – ma la valutazione comune è che un’operazione di terra può creare la possibilità di liberare gli ostaggi. L’operazione di terra aumenta e crea più pressione».

«L’unica cosa che voglio è che si dimetta è Hamas, li costringeremo a dimettersi, a rinunciare ai loro obiettivi, è una mia responsabilità e così continuerà a guidare il mio Paese – ha risposto il primo ministro a una domanda su eventuali dimissioni – una cosa che credo unisca il nostro Paese, siamo qui a sostenere le Idf, le forze di difesa israeliane, riservisti e forze di sicurezza».

Poco prima, all’inizio del consiglio dei ministri Netanyahu aveva dichiarato: «Siamo entrati nella terza fase della guerra con l’esercito che avanza in maniera misurata ma molto potente all’interno della Striscia».

«La prima fase – ha aggiunto Netanyahu- era stata quella del contenimento, la seconda un martellamento dal cielo che continua ancora ed ora, invece, l’estensione della penetrazione via terra nella Striscia. In parallelo noi continuiamo gli sforzi per liberare gli ostaggi, anche nel corso della manovra terrestre. Proprio quella manovra crea possibilità di ottenere la liberazione e noi non ce la lasceremo sfuggire».

Netanyahu si, è, poi rivolto a Hezbollah. «Voglio dire agli Hezbollah: voi farete l’errore della vostra vita se deciderete di entrare in pieno nel conflitto – ha dichiarato il primo ministro israeliano – Voi subirete un colpo che non vi potete nemmeno immaginare».

Biden chiede a Israele di proteggere i civili a Gaza

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha chiesto a Israele di proteggere i civili a Gaza. Lo ha riferito il portavoce del dipartimento di Stato usa Matthew Miller.

«Gli Stati Uniti stanno facendo il possibile per assicurarsi che i civili a Gaza siano protetti – ha dichiarato Miller in un briefing con la stampa – Il presidente Biden ha detto molto chiaramente a Israele che ci aspettiamo che operino nel rispetto del diritto internazionale».

Nel frattempo un familiare di una delle tre donne ostaggio di Hamas, mostrate in un video diffuso oggi, 30 ottobre, si è rivolto a Biden, chiedendogli di operarsi per fare il possibile per “riportare gli ostaggi a casa”.

«È la prima volta che vediamo nel video diffuso da Hamas su Telegram che i nostri familiari sono vivi – ha dichiarato – Chiedo ai leader occidentali di fare pressione, chiedo al presidente Biden di fare il possibile per riportare gli ostaggi a casa. Il tempo sta passando ma non è tardi per riportarli a casa».

Consiglio di Sicurezza Onu

Oggi, 30 ottobre, si è svolta una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

«Gaza è l’inferno in terra, salvare l’umanità dall’inferno oggi significa per l’Onu salvare i palestinesi a Gaza. Virtualmente tutta la nostra gente nella Striscia è senza casa, sfollata, e non sono sicuri in nessun posto». Così l’ambasciatore palestinese Riyad Mansour al Consiglio di Sicurezza.

«Quanti altri giorni aspetterete per dire basta? Per riconoscere che è una guerra contro i nostri bambini mentre voi siete ancora paralizzati? L’Assemblea Generale ha chiesto una tregua umanitaria e deve accadere subito» ha aggiunto l’ambasciatore, accusando il Cds di non agire.

La sollecitazione a proteggere tutti i civili è stata espressa anche dall’ambasciatrice Usa all’Onu Linda Thomas-Greenfield al Consiglio di sicurezza.

«Le vite di tutti civili, israeliani e palestinesi devono essere protette – ha dichiarato Thomas-Greenfield – A tre settimane dagli attacchi di Hamas, in questo momento di sofferenza, dobbiamo unirci per chiedere il rilascio immediato degli ostaggi e la consegna degli aiuti a Gaza […] Israele ha tutto il diritto di difendersi, ma le leggi internazionali devono essere rispettate, questo significa che Hamas non deve usare i civili come scudi umani e Israele deve fare il possibile per proteggere i civili».

«I terribili attacchi di Hamas in Israele il 7 ottobre sono stati scioccanti. Gli incessanti bombardamenti delle forze israeliane sulla Striscia di Gaza sono scioccanti – ha dichiarato il commissario generale dell’Unrwa Philippe Lazzarini al Consiglio di Sicurezza Onu – Il livello di distruzione non ha precedenti e la tragedia umana che si svolge sotto i nostri occhi è insopportabile. Sono molto preoccupato per la potenziale propagazione di questo conflitto oltre Gaza, a meno che non venga applicato quanto segue. In primo luogo, deve esserci una stretta aderenza al diritto internazionale umanitario, questa non è un’opzione, è un obbligo. In secondo luogo abbiamo bisogno di un flusso sicuro, senza ostacoli, sostanziale e continuo di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e attraverso di essa, per questo serve un cessate il fuoco umanitario immediato. Infine, l’Unrwa ha ancora bisogno di fondi».

L’ambasciatore israeliano Gilad Erdan ha dichiarato che “i terroristi” di “Hamas sono i nazisti dei giorni moderni. L’unica soluzione che Hamas vuole è la soluzione finale, l’eliminazione degli ebrei”. «La brutalità dei selvaggi nazisti di Hamas non è l’unica similitudine con i nazisti – ha dichiarato Erdan – Hamas vuole sterminare gli ebrei come i nazisti, come per la salita al potere del nazismo, il mondo tace».

Esercito israeliano libera soldatessa

Con un’operazione terrestre l’esercito israeliano ha liberato una soldatessa rapita lo scorso 7 ottobre. Lo ha riferito il portavoce militare. Secondo quest’ultimo e lo Shin Bet (l’agenzia di intelligence per gli affari interni israeliana) il nome della soldatessa è Ori Magidish, si trova in buone condizioni e avrebbe già contattato il familiari. Stando a quanto riferito dall’ANSA era una delle vedette di guardia nel kibbutz Nahal Oz.

«L’esercito e lo Shin Bet – viene riferito- faranno ogni sforzo per liberare anche altri ostaggi».

Media: Capo Mossad visita Qatar per discutere del rilascio degli ostaggi

David Barnea, capo del Mossad (l’agenzia di intelligence israeliana) nel weekend ha visitato il Qatar per discutere del rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Lo ah riferito Haaretz, secondo cui durante l’incontro sarebbero stati fatti progressi anche se non è stata raggiunta alcuna intesa. Barnea è andato in Qatar dopo che l’Idf aveva già iniziato l’operazione di terra a Gaza.

Meloni sente il primo ministro dell’Iraq

La premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro iracheno Mohammed Shia’ al Sudani. In una nota Palazzo Chigi ha riferito che Meloni ha ribadito “la posizione dell’Italia e in particolare la necessità di un immediato rilascio degli ostaggi e la creazione di pause umanitarie a sostegno della popolazione civile a Gaza”.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN/POOL