GIULIO REGENI

Fissata dopo lo sblocco della Consulta, che ha dichiarato illegittimo l’articolo del Codice di Procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice possa procedere in assenza “per i delitti commessi mediante tortura”

Dopo lo sblocco della Consulta il 4 dicembre ripartirà l’udienza preliminare sulla vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore rapito e ucciso a Il Cairo, in Egitto, nel 2016.

L’udienza è stata fissata dopo la notifica delle motivazioni con cui la Consulta ha dichiarato illegittimo l’articolo 420-bis, comma 3, del Codice di Procedura penale, nella parte in cui non è previsto “il giudice procede in assenza per i delitti commessi mediante gli atti di tortura definiti dall’articolo 1, comma 1, della Convenzione di New York contro la tortura, quando, a causa della mancata assistenza dello Stato di appartenenza dell’imputato, è impossibile avere la prova che quest’ultimo, pur consapevole del procedimento, sia stato messo a conoscenza della pendenza del processo, fatto salvo il diritto dell’imputato stesso a un nuovo processo in presenza per il riesame del merito della causa”.

Sul banco degli imputati ci sono quattro 007 egiziani, Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, che finora non sono mai comparsi in aula.

Giulio Regeni è stato rapito il 25 gennaio 2016 a Il Cairo e ritrovato senza vita qualche giorno dopo, il 3 febbraio con evidenti segni di tortura.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/MATTEO BAZZI