Lo psicologo Giuseppe Lavenia: “gli adolescenti hanno bisogno di supporto emotivo, di opportunità per esprimere le proprie emozioni”
Aumentano in maniera costante gli adolescenti che sono alle prese con un malessere causato dal “dover dimostrare qualcosa” agli altri. Più di 6 giovanissimi su 10 ritengono di soffrire di un disagio dovuto al contesto in cui vivono. Da qui nascono attacchi di panico, alterazioni delle abitudini alimentari e del ritmo sonno-veglia e difficoltà di concentrazione nello studio.
Ad informare della situazione è una ricerca condotta da Skuola.net con team di psicologi e psicoterapeuti dell’Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze tecnologiche, GAP, Cyberbullismo) che ha preso in analisi un campione di 3.062 ragazze e ragazzi tra gli 11 e 19 anni.
I numeri delle analisi
Oltre la metà degli intervistati (57%), quando si trova a dover frequentare situazioni sociali con molte persone dice di essere a disagio e di essere turbato. Peggio ancora se si è chiamati a partecipare attivamente: in questo caso il dato sale al 61%. Ovviamente la scuola non fa alcuna eccezione. Per quasi due intervistati su cinque la sofferenza si trasferisce dal piano mentale a quello fisico.
Oltre 6 su 10, tra gli intervistati, hanno raccontato che molto spesso fanno fatica ad addormentarsi la sera oppure di sentirsi molto stanchi anche quando dormono il giusto. Al 42%, invece, capita spesso di mangiare molto poco o di non avere fame. Il 50%, al contrario, tende a rifugiarsi nel cibo senza percepire il senso di sazietà.
Come provare a cambiare la situazione?
«Ancora una volta i dati ci raccontano di quanto la salute mentale dei giovani sia in un momento di criticità. È essenziale adottare un approccio che promuova l’inclusione e la resilienza, evitando di utilizzare sistemi di valutazione che mettano in discussione l’autostima degli studenti. È necessario fornire un feedback costruttivo e non distruttivo, che possa aiutare gli adolescenti a sviluppare una visione equilibrata di sé stessi e delle proprie capacità», ha detto Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo “Di.Te”.
«Gli adolescenti hanno bisogno di supporto emotivo, di opportunità per esprimere le proprie emozioni e di spazi sicuri in cui poter affrontare le sfide sociali. La scuola non è solo didattica e apprendimento ma in primis uno spazio relazionale», ha concluso.
E poi Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net: «abbiamo reso il sistema di valutazione degli studenti assolutamente schizofrenico: dall’ambiente ovattato delle elementari alla “strage degli insufficienti” alle superiori. Se, ad esempio, guardiamo i dati sulle bocciature, sembra che il sistema cerchi di portare quanti più studenti possibile verso il traguardo dell’obbligo scolastico dei 16 anni, senza tuttavia curarsi di abituarli, progressivamente, a una riflessione seria del livello di crescita».
di: Alice GEMMA
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