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Agli imputati contestati reati di immigrazione clandestina, naufragio colposo e morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento

Nel processo penale sul naufragio avvenuto il 26 febbraio scorso davanti a Cutro la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno vogliono costituirsi parte civile.

Alla richiesta si è opposto l’avvocato Salvatore Perri, difensore di due dei tre imputati, che ha dichiarato che la richiesta è tardiva e che il danno di immagine causato alla pubblica amministrazione è risarcibile solo se causato dai rappresentanti della stessa PA.

L’avvocato dello Stato ha ribattuto che il ritardo è dovuto al fatto che non sarebbe arrivata “alcuna notifica del processo, che abbiamo conosciuto solo tramite articoli di stampa. Nessun dubbio sull’ammissibilità”.

Dopo qualche ora di ritiro, i giudici del tribunale hanno sciolto la riserva e hanno ammesso le costituzioni di parte civile di Chigi e Viminale, che hanno chiesto rispettivamente un milione di euro e 500 mila euro di risarcimento, nel processo ai presunti scafisti per il naufragio di Steccato di Cutro.

È stato estromesso dal processo il fondo di garanzia per le vittime della strada e del mare così come chiesto dagli avvocati di Consap, società partecipata dal ministero dell’Economia, presso cui è costituito il fondo.

La notizia della costituzione come parte civile è stata diffusa in una note di Palazzo Chigi che spiega che il sottosegretario Alfredo Mantovano “ha dato disposizioni all’Avvocatura generale dello Stato” e che “la decisione è stata presa in considerazione della estrema gravità dei fatti, che hanno visto la morte di almeno 94 migranti e un elevato numero di dispersi“.

Nella nota si legge inoltre che “l’udienza nella quale è prevista la costituzione delle parti civili è fissata per mercoledì 29 novembre“, agli imputati per il naufragio “sono contestati i delitti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio colposo e morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/Francesco Ceraudo