Scambi di accuse per la violazione di ieri. L’Oms lancia l’allarme: “alto rischio epidemie a Gaza”
Nonostante gli scambi di accuse, la tregua tra Israele e Hamas regge e c’è attesa per la liberazione del sesto gruppo di ostaggi che avverrà in giornata.
Al Governo israeliano è stata fornita la lista dei prigionieri che verranno liberati e le famiglie dei rapiti sono state informate.
Si continua a trattare per prolungare la tregua, ma un funzionario palestinese ha fatto sapere che manca ancora l’accordo nonostante ambedue le parti desiderino trovarlo. Sono ancora in corso le trattative con i mediatori di Egitto e Qatar ma Israele tira il freno: non è disposto a estendere oltre domenica.
Morto sotto i bombardamenti il piccolo Kfir, il più giovane degli ostaggi
La più temuta delle notizie per quanto riguarda gli ostaggi è arrivata. Le Brigate al Qassam, ala militare di Hamas, hanno fatto sapere che i due fratelli israeliani Kfir (il più giovane tra i rapiti, 10 mesi) e Ariel Bibas (4 anni) insieme alla madre Sherry Silverman Bibas, sono “stati uccisi in un precedente bombardamento dell'”esercito”.
Israele ha dichiarato che stanno verificando questa informazione.
Abu Mazen parla di “minaccia esistenziale”
Il presidente palestinese Abu Mazen ha dichiarato che Gaza è “sotto una minaccia esistenziale che prende di mira deliberatamente e sistematicamente i civili”. Ha poi ribadito che l’unica soluzione possibile è “quella dei due Stati” e ha chiesto da parte di Israele “la fine delle misure di annessione silenziosa, di insediamento e di discriminazione razziale nell’intero territorio palestinese”. Inoltre, ha invocato una “Conferenza internazionale di pace per imporre la volontà internazionale e riconoscere il diritto del popolo palestinese all’esistenza”.
Sgomberate famiglie ostaggi davanti a Knesset
La polizia israeliana ha sgomberato stamattina i famigliari degli ostaggi ancora in mano ad Hamas che dal 7 ottobre manifestano davanti alla Knesset. “Anche durante la guerra lavoriamo per garantire la libertà di espressione e di protesta entro i limiti della legge. Oltre a ciò non permetteremo che vi siano disturbi e danni alla libertà di movimento dei parlamentari eletti verso il luogo di lavoro. Questa mattina una donna è stata arrestata a Gerusalemme dopo aver effettivamente bloccato, e incoraggiato altri a bloccare, la strada di accesso alla Knesset” ha spiegato la polizia israeliana.
Risoluzione per il ritiro dalle alture Golan
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede ad Israele di ritirarsi dalle alture del Golan occupate. Hanno votato a favore 91 Paesi, tra cui Russia, Brasile, India, Cina e Arabia Saudita. 8 i contrari, tra cui Usa e Regno Unito. 62 i Paesi che si sono astenuti.
Scontri in Cisgiordania
Intanto continuano gli scontri in Cisgiordania: i media palestinesi hanno riferito che un’incursione militare israeliana nel campo profughi di Jenin ha provocato il ferimento di due persone tra cui un bambino. Secondo l’agenzia di stampa Wafa le truppe israeliane avrebbero sparato granate stortendi e lacrimogeni contro residenti e case.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON