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Per Calenda lo scontro sulla giustizia non produce mai una riforma sostanziale

Oggi, primo dicembre, il ministro della Difesa Guido Crosetto è all’Aula della Camera per rispondere sul caso toghe.

Il ministro ha dichiarato: «sono profondamente colpito dal tentativo di mistificazione delle mie parole. Non ho detto che a me raccontano di incontri segreti, di cospirazioni. Do lettura di alcuni interventi pubblici che io reputo gravissimi sulla questione giustizia. Io ho totale fiducia nella magistratura ma so discernere, mi riferisco ad alcune cose pubbliche che ho sentito in cui qualcuno ha parlato di una magistratura che deve avere “una fisiologica funzione antimaggioritaria a tutela dei diritti”».

«Apro un tema di cui dobbiamo discutere prima o poi: questo scontro tra politica e magistratura dovrà finire. Io ho trovato alcuni magistrati – ho sentito esponenti di Area – che vedono nel governo un attacco alla magistratura, quasi che non voglia farla lavorare. C’è chi ha detto che il ruolo della magistratura deve essere quello di riequilibrare la volontà popolare. Ma chi ha responsabilità deve essere terzo: pensate se questa frase l’avesse pronunciata un generale o un prefetto» prosegue Crosetto, aggiungendo che contro di lui “in questi giorni è stato messo su un plotone di esecuzione ad personam: trasmissioni, insulti, interpretazioni malevole delle mie parole“. Rivolgendosi a Della Vedova il ministro ha detto: «stia tranquillo, quando ho elementi per denunciare vado a denunciare. In questo caso era una cosa molto più semplice: una riflessione da fare in questo luogo. Poi parleremo anche di altri numeri che non sono quelli dello scontro fra politica e magistratura: di 30.778 innocenti finiti in manette negli ultimi vent’anni, tutti sconosciuti; parleremo delle scarse dotazioni che hanno i magistrati per fare il loro lavoro. Se volete che venga verrò mille volte in Parlamento, non ho nulla da cui difendermi, l’unica cosa che chiedo è il rispetto dovuto a storia e persone».

La capogruppo del Pd Chiara Braga, intervenendo sull’ordine dei lavori alla Camera, ha spiegato che “ieri abbiamo saputo che questa mattina sarebbe intervenuto Crosetto. Tutti i gruppi di opposizione avevano chiesto un’informativa sulle gravi affermazioni” del ministro, e ha ribadito “la richiesta di informativa” per “aver modo su una vicenda su tale gravità di un dibattito in piena trasparenza“. Il ministro ha risposto dicendosi stupito “dell’intervento del capogruppo gruppo Pd Chiara Braga: tutto mi aspettavo tranne che qualcuno contestasse un ministro che risponde ad un’interpellanza. Fin dal giorno dopo l’intervista avevo dato disponibilità a riferire al Copasir, all’Antimafia, all’Aula. Mi è stato chiesto di sostituire la mia informativa sul Medio Oriente con quella sulla giustizia ed io a quello ho detto no, spiegando che se vogliamo possiamo farne una in aggiunta. Questo era il modo più veloce per venire in questa Aula, mi dispiace che questo abbia irritato qualcuno“.

Il capogruppo del M5s Francesco Silvestri ha spiegato che “avevamo chiesto che oltre al passaggio sul Medio Oriente, si cogliesse l’occasione di parlare anche di giustizia. Siamo contenti che lei sia disponibile a venire in Parlamento, ne prendiamo atto, e speriamo speriamo che lei dia la stessa disponibilità ad andare in Procura a denunciare le sue preoccupazione” a proposito delle “correnti che cospirano contro il governo“.

Sulla possibilità di aver interferito con le attività dei carabinieri Crosetto ha assicurato: «ho parlato non come capo dei carabinieri, che dipendono gerarchicamente dal ministro della Difesa, ma funzionalmente dal ministro dell’Interno. Almeno studiate». Poi il ministro ha aggiunto che “in Aula c’è poca gente. Ringrazio Schlein e Conte per la loro presenza. Hanno dimostrato che era vera la loro attenzione, mi è dispiaciuto che tanti di quelli che in questi giorni avevano detto che era grave non ci fossero questa mattina“.

Intanto, nel dibattito intorno alla riforma della Giustizia interviene il leader di Azione, Carlo Calenda. Scrive su X: «come facciamo a non accorgerci della noiosa e inconcludente ripetitività dello scontro sulla giustizia che non produce mai una riforma sostanziale? Anche oggi sui giornali tonnellate di inchiostro sul nulla. Fate una riforma, una. Ma fino a quel momento basta polemiche. Per pietà».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI