Meloni

La premier assicura coesione nel centrodestra. La delega passa al Senato

La Camera ha approvato con 153 sì il salario minimo, durante la votazione c’è stata bagarre ed è stato gridato “vergogna“. Adesso la delega passa al Senato.

Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha dichiarato: « il progetto di un salario minimo legale indifferenziato è affondato, battuto in Parlamento a favore di un’impostazione che mette al centro il rafforzamento della contrattazione collettiva e il trattamento economico dei contratti maggiormente diffusi e applicati. E che impone ai datori di stampare il codice del contratto di riferimento sulla busta paga. Si apre una pagina nuova. Abbiamo combattuto la battaglia, indicando la via contrattuale al salario dignitoso, insieme fino a cinque mesi fa, quando poi i nostri compagni ci hanno lasciati soli, folgorati sulla via del Nazareno».

Manovra, governo presenterà quattro ricorsi

Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato, a seguito della riunione dei capigruppo, che verranno presentati quattro emendamenti alla manovra, sui temi “pacchetto sicurezza-difesa, previdenza anche in riferimento al settore della sanità, enti territoriali e temi legati agli investimenti, fra cui il ponte sullo Stretto e le infrastrutture. Argomenti che il governo ha annunciato che affronterà con appositi emendamenti che depositerà nelle prossime ore

La manovra arriverà in Aula il 18 dicembre.

Meloni attacca opposizioni e sindacati

Ai microfoni di Rtl 102.5 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni attacca le opposizioni e i sindacati a proposito del salario minimo.

«M5s e Pd ci dicono che è l’unica cosa da fare in Italia, ma in 10 anni che sono stati al governo non gli è mai venuto in mente di farlo» dichiara la premier, aggiungendo poi che “alcuni sindacati vanno in piazza per il salario minimo e quando vanno a trattare i contratti collettivi accettano contratti con poco più di cinque euro all’ora come accaduto di recente con il contratto della sicurezza privata. Bisognerebbe essere un po’ più coerenti“.

A proposito del centrodestra la presidente sostiene che “al di là delle sfumature dei partiti di maggioranza, che sono una ricchezza, c’è coesione di fondo ed è evidente: e penso che quello che siamo riusciti di fare in Italia si debba in qualche maniera tentare di costruirlo anche in Europa“, aggiungendo che “oggi abbiamo una grande occasione, lo scenario che si potrebbe realizzare è quello in cui in Parlamento europeo si riesce a costruire una maggioranza più compatibile a livello di visione. Potremmo ritrovarci con istituzioni europee in cui l’Italia conta molto di più: è il mio obiettivo, l’obiettivo della maggioranza“.

Nell’intervista Meloni tocca anche il punto del Patto di stabilità, spiegando che “non si può dire sì a una riforma del Patto che poi non si può rispettare“, che “sono ore serrate di questa trattativa, è un momento molto delicato“, ma ha aggiunto di credere “che un’Europa seria debba tenere in considerazione nella nuove regole della governance le strategie che si è data. Abbiamo il Pnrr, la transizione energetica, digitale: non si può non tenere conto degli investimenti che l’Europa chiede. Stiamo facendo del nostro meglio per costruire una sintesi efficace ma ragionevole“.

La presidente del Consiglio parla anche della legge sul premierato, spiegando che “certe critiche dimostrano che non si sa che cosa dire su questa riforma, perché noi non abbiamo toccato i poteri del presidente della Repubblica. Abbiamo volutamente lasciato inalterato il valore e il ruolo del presidente della Repubblica, in questo caso di Sergio Mattarella, che è una figura che sicuramente per gli italiani rappresenta un assoluto punto riferimento“. «Tutto quello che facciamo con la riforma è dire che chi guida governo lo devono scegliere gli italiani . Questo è un problema di chi contesta la riforma, perché è abituato a fare il bello e cattivo tempo facendo e disfacendo il governo nei palazzi, sulla pelle degli italiani, per realizzare programmi che nessuno aveva votato, per mettere gente che nessuno aveva votato – dichiara Meloni. – Chiaramente ha un problema se si dice che questo gioco è finito e adesso chi governa la nazione lo decidono gli italiani alle urne e ragionevolmente ha cinque anni per realizzare il suo programma. Perché questo è tutto quello che dice la riforma: il capo del governo eletto direttamente dai cittadini e con meccanismi di stabilità che consentono a quel governo eletto dai cittadini di stare in carica cinque anni».

A proposito dei funerali di Giulia Cecchettin, che si sono svolti ieri, la premier auspica che dalla “tragedia” possa nascere “una svolta” e aggiunge: «le leggi, gli strumenti ci sono per difendere le donne. Noi siamo libere, non è normale aver paura di un uomo che dice di amarti: chiamate il 1522 se avete paura, qualcuno vi può aiutare».

Meloni e Salvini a colloquio

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini hanno avuto una riunione questa mattina a palazzo Chigi al termine della riunione sul Pnrr per fare il punto sulla situazione politica e aggiornarsi sui principali dossier.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA / Filippo Attili – Palazzo Chigi