La presidente del Consiglio è stata costretta a rimandarla due volte per problemi di salute
Si tiene oggi, 4 gennaio, la conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni, costretta a rimandare l’appuntamento per due volte (il 21 e poi il 28 dicembre) a causa di problemi di salute.
L’Italia in Ue
Relativamente al ruolo dell’Italia in Ue e al compito della Commissione, Meloni dice: «ritengo che l’Italia abbia le carte in regola per avere un ruolo importante in linea col suo peso: è un altro obiettivo che l’Italia si dà. Tra le cose da fare il lavoro è per avere domani una commissione e una politica che sappia essere più forte negli scenari di crisi, più efficace, più determinata nel perseguimento di una sua agenda strategica per non consegnarci a nuove pericolose dipendenze, dobbiamo imparare dai nostri errori, più efficace sulle migrazioni».
Meloni commenta il rimpasto in tv
«Telemeloni? Sono stata all’opposizione gran parte della mia vita, durante il governo Draghi l’unica opposizione non era presente nel Cda e non ho sentito parlare di regime. Le accuse di TeleMeloni da una sinistra che con il 18% dei consensi esprimeva il 70% delle posizioni in Rai non stanno in piedi, semmai stiamo facendo un riequilibrio rispetto a quegli anni. La Rai è la principale azienda culturale italiana, con molti pregi e molti difetti, non mi pare venissimo da una straordinaria età dell’oro, nonostante quel che dice l’opposizione. Molto si può fare per migliorare il servizio, migliorare il pluralismo, limitare gli sprechi. È stato ridotto il pesante indebitamento ereditato dalle gestioni precedenti. Sugli ascolti dobbiamo sapere che la Rai fa servizio pubblico, e il palinsesto estivo non l’ha fatto questa governance ma la precedente” ha proseguito la presidente del Consiglio. Per un giornalista Rai intervenuto ad Atreju sono state chieste le dimissioni perché ha criticata Elly Schlein. Sono stata criticata da giornalisti Rai per una vita, bene così, chiunque critica un esponente politico si deve dimettere? Cerchiamo di essere seri, stiamo riequilibrando un problema che c’è stato negli anni».
Amato, Anas e il caso Pozzolo
Sul caso Pozzolo, Meloni ha dichiarato “non conosco la dinamica” dei fatti, “vedremo, ma in ogni caso qualcuno non è stato responsabile e non lo è stato chi detiene quell’arma e figuariamoci per un parlamentare, figuriamo se parlamentare di FdI, per questo ho chiesto sul piano politico che venga deferito ai probiviri di Fratelli d’Italia e che nelle more del giudizio venga sospeso da FdI”.
Per quanto riguarda le commesse Anas: «mai detto cose viste su giornali. Attendo inchiesta non teoremi. Non ho gli elementi per commentare il fatto in sé, penso che sulla questione bisogna attendere il lavoro della magistratura e gli sviluppi e non commentare». Meloni ha aggiunto di non ritenere che Salvini debba riferire: «penso che sulla questione bisogna attendere il lavoro della Magistratura, gli sviluppi, se necesario commentare quelli e non i teoremi. Da quello che ho letto le intercettazioni fanno riferimento al precedente governo, Salvini non è chiamato in causa e ritengo che non debba intervenire in Aula su questa materia. L’unica tessera di partito che Tommaso Verdini ha preso è stata quella dle Pd, ma nessuno ha chiamato in causa il Pd su questa materia. Non mi risulta di essere mai stata una persona su questo comprensiva, mi pare che con questo governo lobbisti e affaristi stiano passando un buon momento. E non escludo che quello che avviene sia figlia di questa dinamica. Non mi pare che Salvini sia stato chiamato in causa nei documenti che ho letto».
Infine, Meloni si è detta “basita” dalle parole di Amato sulla Corte costituzionale: «credo si sappia che non è stata una mia iniziativa e ho detto tendenzialmente quello che pensavo ma al di là di questo, non ho nulla da dire nello specifico al professor Amato, sono rimasta francamente basita dalle dichiarazioni che riguardano la Corte Costituzionale».
Il tema del premierato e il Capo dello Stato
Per quanto riguarda il premierato, Meloni ha detto: «la prima cosa che ho detto è che abbiamo scelto di non toccare i poteri del capo dello Stato e lo facciamo. Sappiamo che il capo dello Stato è una figura di garanzia, non vedo in cosa l’elezione del premier significhi togliere poteri al capo dello Stato, per me si crea un buon equilibrio e si rafforza la stabilità del governo.
L’Autonomia si tiene con il premierato, perfettamente. Oggi ci sono presidenti di Regione eletti direttamente che hanno una forza sbilanciata rispetto al premier. Ripristinare questo equilibrio è importante. Non credo nelle sperequazioni fra nord e sud, l’Autonomia non è togliere a una regione per dare a un’altra, ma stabilisce il principio che se tu gestisci bene le tue risorse lo Stato può valutare di darti anche altre competenze. Credo che questo possa essere un volano anche per il Mezzogiorno, non mi stupisce che a schierarsi contro l’autonomia siano quelli che spendono peggio i fondi Ue».
La situazione internazionale e la tensione in Medioriente
«Le immagini atroci degli attacchi di Hamas hanno prodotto una recrudescenza dell’antisemitismo, vuol dire che qualcosa covava sotto la cenere, che sono state sottovalutate forme mascherate di antisemitismo. Quando fu votata la Commissione Segre abbiamo presentato degli emendamenti, per citare il diritto di Israele a esistere, ma per motivi politici non è stato fatto, ci siamo astenuti e poi siamo stati accusati noi di antisemitismo».
E in tema antisemitismo aggiunge: “il prefetto Pecoraro si è dimesso per ragioni personali dal suo incarico” di coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, “siamo in procinto di nominare il generale Angelosanto, già capo del Ros”, una figura “molto autorevole per occuparsi di questa materia”.
«Con il ministro Piantedosi abbiamo lavorato per mettere in sicurezza le comunità ebraiche e forse la cosa più intelligente da fare è far conoscere cosa sia Israele, quando ero ministro della gioventù avevamo attivato il servizio civile in Israele, cosa che ora ovviamente non si può fare. Ma è importante far conoscere Israele che è una realtà molto spesso vittima di stereotipi e forse aiutare i più giovani a conoscere la realtà può servire ad abbattere culturalmente il fenomeno tragico dell’ antisemitismo».
E su Kiev: «Kiev va sostenuta, e l’Italia deve essere parte attiva nella crisi in Medio Oriente. Credo nella funzione dell’Unione Europea, possibilmente in maniera più coesa. Fondamentale lavorare a soluzione strutturale per risolvere questione palestinese».
Balneari e riforma della giustizia
«Sui balneari stiamo facendo una mappatura che, curiosamente, da quando c’è stata la normativa Bolkenstein nessuno ha ritenuto di dover fare. Abbiamo fatto un lavoro serio e ora l’obiettivo del governo è un riordino sui diversi pronunciamenti, un confronto con la Commissione europea per evitare la procedura di infrazione e dare certezze agli operatori del settore. Ora c’è una difficoltà per gli operatori e gli enti che non hanno norme chiare. È un tema che sarà oggetto del lavoro delle prossime settimane».
E per quanto riguarda la riforma di burocrazia e giustizia aggiunge: «questo è un tema, la stratificazione di problemi che abbiamo che vanno dalla questione delle lungaggini burocratiche ai tempi della giustizia. L’Italia è una nazione in cui molti investirebbero se avessimo maggiori certezze. Penso che queste siano due riforme che servono, la riforma della burocrazia e della giustizia e le considero due delle mie priorità per il prossimo anno».
Meloni sul “problema migranti”
«Considero le nuove regole migliori di quelle precedenti. C’è un meccanismo serio che impegna gli altri Paesi, un meccanismo che per noi è più di garanzia. Ma non è una soluzione. Non risolveremo mai il problema se pensiamo solo a come gestire i migranti quando arrivano in Europa. C’è solo un modo per risolvere il problema, lavorare a monte, cosa che riguarda anche il piano Mattei. Ma è un lavoro che non può fare solo l’Italia. Un tema fondamentale del G7 sarà l’Africa».
«Quello che secondo me va fatto in Africa non è la carità, è costruire rapporti di cooperazione seri, strategici, da pari a pari e non predatori. Bisogna difendere il diritto a non dover migrare prima del diritto a poter migrare, e questo si fa con gli investimenti e una strategia. Il piano Mattei costruisce questa idea: il mio obiettivo è che diventi un modello anche per altri paesi europei e occidentali, perché possano aggregarsi».
Confronto tv con Schlein
Giorgia Meloni si è detta disponibile a un confronto tv con Elly Schlein.
Mes e patto di stabilità
«La mancata ratifica del Mes non va messa in rapporto con l’accordo sul patto di stabilità, io mi sono rimessa all’Aula e la modifica del trattato è stata bocciata, perché in parlamento non c’è mai stata una maggioranza su questo. Bisogna capire perché Conte ha dato il via libera senza che ci fosse la maggioranza, quindi penso sia stato un errore sottoscrivere la modifica del trattato, sapendo che non c’era una maggioranza in parlamento. Penso che il Mes sia uno strumento obsoleto e penso che la reazione dei mercati sia una conferma di questo, i mercati sono stati consapevoli di questo, penso pure che possa essere una occasione per modificarlo, per pensare come spendere meglio delle risorse che teniamo ferme. Va reso più efficace. L’ex governo Conte ha sottoscritto la modifica di un trattato quando sapeva che non c’era una maggioranza in Parlamento per approvarlo e questo va messo in Italia da una posizione di difficoltà. Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, forse la mancata ratifica della modifica del trattato da parte dell’Italia può diventare un’occasione per trasformare questo strumento in qualcosa che possa essere più efficace di quello che è oggi e secondo me questa è la strada sulla quale il governo deve lavorare.
Noi dobbiamo essere più consapevoli del nostro ruolo, perché l’Italia non ha minori diritti degli altri Paesi. Non ha prerogative diverse. E che delle cose poi non accadano quando le cose arrivano nei parlamenti è sempre successo, come accadde a Chirac con la Costituzione europea, ma nessuno ha mai detto ‘ve la faremo pagare’, e nessuno lo dice oggi».
Elezioni Europee, Meloni: “non ho ancora deciso”
Per quanto riguarda l’argomento Europee, Giorgia Meloni dichiara di non aver ancora preso una decisione sulla propria candidatura e spiega di ritenere “utile misurarsi con il consenso”. Ma aggiunge che “devo capire se una mia eventuale candidatura toglierebbe tempo al mio lavoro da presidente del consiglio. Penso che sia una decisione che va presa con gli altri leader della maggioranza”. Dice un no secco alla maggioranza con la sinistra: «per quanto riguarda la ‘maggioranza Ursula’ in Ue, io lavoro per costruire una maggioranza alternativa che tra l’altro negli ultimi mesi ha dimostrato di poter esistere su alcuni dossier come la transizione verde o l’immigrazione. Se questo non fosse possibile, non sarei mai disponibile a fare un’alleanza parlamentare con la sinistra, non lo ho fatto in Italia e non lo farò in Europa».
Intelligenza Artificiale e posti di lavoro
«Sono particolarmente preoccupata dell’impatto dell’intelligenza artificiale su vari livelli, in particolare sul mercato del lavoro. Ci troviamo di fronte a una rivoluzione, l’intelletto rischia di essere sostituito e l’impatto riguarda anche lavori di alto profilo, rischiamo un impatto devastante. Organizzeremo un focus preciso sull’intelligenza artificiale al G7, ma prima sto lavorando a una iniziativa specifica sull’impatto dell’Ia sul mercato del lavoro».
Il capitolo tassazione e fisco
«La crescita italiana è stimata, ed è un dato buono, superiore alla media europea. Io non sono per aumentare le tasse quindi se devo lavorare lavoro prevalentemente sul taglio della spesa, come fatto quest’anno, con tagli lineari alla spesa pubblica che ci hanno consentito il rinnovo del taglio del cuneo contributivo. Poi vediamo quale sarà l’andamento dell’anno prossimo per la manovra del 2025, bisogna sapere quali sono le risorse che si hanno, io confido che quest’anno si possa essere ragionevoli e immaginare un taglio degli interessi».
E per quanto riguarda i tassi Bce aggiunge: «io confido che lungo questo anno si posa essere ragionevoli e immaginare una diminuzione dei tassi di interesse, che libererebbe diverse risorse che abbiamo da pagare sul debito pubblico».
Sul Fisco spiega: «il mio obiettivo è confermare le misure contenute nella Manovra di quest’anno e se riesco addirittura migliorarle ma lo valuteremo in corso d’anno. Io preferisco tagliare la spesa pubblica che aumentare le tasse, non le ho aumentate e non lo farò, e penso si possa fare un lavoro anche più preciso il prossimo anno».
Relativamente alle banche aggiunge: «sul tema della tassazione sugli extraprofitti alle banche, che noi abbiamo varato, ho sentito dire un po’ di tutto. Mi fa un po’ sorridere che i primi a criticare il primo governo che ha avuto il coraggio di fare una tassazione sulle banche siano quelli che alle banche hanno preferito fare regali miliardari, come il Pd e il M5S».
Meloni su legge Bavaglio: “iniziativa parlamento”
«Questa norma è frutto di un emendamento parlamentare, cha arriva da esponente dell’opposizione, non è una iniziativa del governo, anche se il governo l’ha approvata. Fare una manifestazione sotto palazzo Chigi come fatto dall’Fnsi? Penso sarebbe stato giusto farla di fronte a al parlamento. Non credo che venga tolto il diritto di informare i cittadini, è giusto dire che qualcuno è stato arrestato, ma io non ci vedo un bavaglio. Mi pare una norma di equilibrio tra diritto di informare e non ritrovarsi sul giornale».
Meloni: “anno complesso per tutti”
Giorgia Meloni ha preso parola affermando che sarà “un anno complesso per tutti” e che “non si aspetta sconti” dalla stampa. «Voglio fare gli auguri di buon anno per un anno che sarò molto complesso per tutti, dalle elezioni europee alla presidenza italiana del G7. Farò la mia parte perché facciate al meglio il vostro lavoro: non mi aspetto altro che rispetto ma certo non sconti. Mi devo scusare per aver rinviato questa conferenza per due volte per ragioni di salute, mi spiace che questo abbia generato delle polemiche, ma non c’era alcun intendimento di scappare da domande dei giornalisti, di rado sono scappata da qualcosa in vita mia».
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, in apertura ha spiegato che la Fnsi ha disertato per protesta la conferenza perché c’è allarme per “l’approvazione di un emendamento che rischia di far calare il sipario sull’informazione in materia giudiziaria“: «chiediamo di ripensare a fondo la riforma della diffamazione in discussione al Senato, una proposta che non disincentiva in maniera seria le liti temerarie e comprime invece il diritto dei cittadini a un’informazione libera».
La conferenza si tiene alla Camera, nell’aula dei gruppi parlamentari. Sul tavolo ci sono Mes, patto di stabilità, legge di bilancio, elezioni europee, i conflitti internazionali tra Ucraina e Medio Oriente, ma anche i rilievi di Mattarella alla legge sulla concorrenza e gli ultimi casi dell’inchiesta sulle commesse Anas e dello sparo alla festa di Capodanno di Andrea Delmastro a Biella.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA