Il testo sulla cittadinanza del pentastellato Brescia riguarderebbe un milione di ragazzi ma ha già trovato l’alt di Lega e Fratelli d’Italia
Il nodo della cittadinanza torna ad animare il dibattito pubblico: questo pomeriggio alla Camera si discuterà il testo di legge sullo ius schoale dopo il voto di ieri in commissione Affari costituzionali nel quale è stato approvato il mandato al relatore pentastellato Giuseppe Brescia.
Il testo mira a riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati under 18, nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, che abbiano frequentato almeno cinque anni di scuola.
Il testo di legge, approvato da tutto il centrosinistra, dovrà però passare anche al vaglio del centrodestra, diviso. In commissione ieri si sono opposti Lega e FdI con Forza Italia che si spacca con Annagrazia Calabria che ha votato contro e Renata Polverini a favore.
La cittadinanza “non è un biglietto a premi” e “si decide a 18 anni” secondo Matteo Salvini, mentre Fratelli d’Italia parla di uno “ius soli mascherato”: «la manifestazione di volontà è dei genitori stranieri e non dei ragazzi, il minore non è neppure ascoltato o considerato, ma diventa uno strumento per un lasciapassare alla cittadinanza facile» accusano i meloniani Emanuele Prisco e Augusta Montaruli.
Lo ius scholae ripropone uno schema simile a quello lanciato nel 2019 con lo ius culturae. «è un passo importante e positivo: tra le tante leggi inadeguate e fuori dal tempo che è urgente cambiare c’è sicuramente questa» commenta il presidente di +Europa Riccardo Magi.
«Siamo riusciti, nonostante le difficoltà e l’ostruzionismo di Lega e FdI, a fare un importante passo avanti – rivendica ancora il responsabile Pd per le politiche sulla cittadinanza Matteo Mauri. – La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta».
«Finalmente si va in aula, davanti a tutti gli italiani, per iniziare a saldare un debito con migliaia di ragazzi che si sentono italiani, ma che non sono riconosciuti come tali dallo Stato – rivendica infine il relatore Brescia. – Lo ‘ius scholae’ è una risposta pragmatica e semplice a una richiesta di cambiamento diffusa. Non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge e crea le condizioni per una società più inclusiva e giusta».
Il dibattito si annuncia infiammato; il senatore Salvini della Lega ha già definito “incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani” il progetto di legge. «In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis anziché occuparsi di lavoro, tasse e stipendi» chiosa.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/CIRO FUSCO
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