EPA/David Fernandez

Era stato condannato all’ergastolo 9 volte per decine di casi di rapimento, tortura e omicidio avvenuti durante la dittatura

É morto all’età di 93 anni Miguel Etchecolatz, il personaggio più emblematico delle torture della dittatura argentina tra il 1976 e il 1983. L’ex vice capo della polizia della provincia di Buenos Aires e comandante dei campi di tortura dove migliaia di persone hanno perso la vita era ricoverato da alcuni giorni per insufficienza cardiaca.

Lo scorso maggio un tribunale di La Plata aveva condannato Etchecolatz all’ergastolo per la tortura di 7 persone e l’omicidio di quattro di queste, episodi avvenuti nel 1976 nel centro di detenzione clandestina di La Plata.

Per il funzionario, già detenuto a Ezeiza, a sud di Buenos Aires, si trattava della nona condanna all’ergastolo. Alla fine del 2020 si era concluso il processo che lo vedeva imputato insieme ad altre 10 persone per 84 casi di rapimenti, torture e omicidi. Durante uno dei procedimenti aveva dichiarato: «a causa della posizione che ricoprivo, dovevo uccidere, e se dovessi farlo di nuovo, lo rifarei».

Dalla metà degli anni Duemila ad oggi sono state condannate per crimini contro l’umanità circa 1.060 persone. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, circa 30.000 persone sono scomparse sotto la dittatura. 

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/David Fernandez