Lukashenko a Putin: “rimarremo insieme alla sorella Russia”
Mentre il conflitto incede sul campo di battaglia, lo scambio fra le delegazioni incaricate di negoziare e di trovare una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina è serratissimo. Dal portavoce di Mosca Peskov è arrivato un nuovo invito alla resa a Kiev, che “deve capire le condizioni della Russia, accettarle, sedersi a un tavolo negoziale e firmare un documento“.
Pronta giunge la risposta del consigliere del presidente Zelensky, Mykhailo Podolyak: «cessate il fuoco, ritiro delle truppe russe, ritorno dei cittadini deportati, estradizione dei criminali di guerra, risarcimenti e riconoscimento dei diritti sovrani dell’Ucraina».
Nel frattempo i rapporti fra la Russia e gli alleati storici bielorussi sono sempre più saldi. «oggi veniamo criticati per essere l’unico Paese al mondo a sostenere la Russia nella sua lotta contro il nazismo. Sosteniamo e continueremo a sostenere la Russia» ha dichiarato Alexander Lukashenko.
«E quelli che ci criticano, non sanno che abbiamo un’unione così stretta con la Federazione Russa? Che abbiamo praticamente un esercito unificato – prosegue. – Ma voi sapevate tutto questo. Rimarremo insieme alla sorella Russia».
Intanto ieri le forze russe hanno occupato la regione di Lugansk, conquistando la città di Lysychansk. La situazione è complessa per le forze di Kiev anche nel Donetsk dove ieri in seguito ad attacchi di Mosca sono morti 9 civili di cui due bambini e altri 25 sono rimasti feriti, come riporta il capo dell’Amministrazione militare regionale Pavlo Kyrylenko.
Nonostante i bilanci provvisori si susseguano, “è attualmente impossibile determinare il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha” spiega ancora Kyrylenko.
Nella notte c’è stato un altro bombardamento russo in due località della regione di Dnipropetrovsk. Nel distretto di Kryvyi Rih l’esercito avrebbe “sparato con l’artiglieria contro le comunità di Zelenodolsk e Shyroke, colpendo città e villaggi“.
Nel frattempo, oggi Putin ha incontrato il ministro della Difesa Sergei Shoigu per ordinargli di proseguire con l’offensiva dopo la conquista della regione di Lugansk. In merito alla ricorrenza del 4 luglio che celebra l’Independence Day americano, il portavoce del Cremlino ha fatto sapere che Putin non manderà i suoi auguri a Biden “in quanto quest’anno rappresenta il culmine della politica di inimicizia degli Usa verso la Russia”.
Oggi il presidente Zelensky è tornato a parlare all’Europa dagli schermi della Conferenza sulla ricostruzione in Ucraina a Lugano: «La guerra della Russia non è solo una mossa per prendere la nostra terra ma è una sfida al sistema europeo: vuole provare che l’Europa è debole e che non può difendere i propri valori – accusa il leader. – La ricostruzione dell’Ucraina non è dunque solo un fatto locale ma la missione di tutto il mondo democratico».
di: Marianna MANCINI
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