ANSA / Emanuele Valeri

Si lavora per controllare gli incendi in Italia e in tutta Europa

Gli incendi continuano a tenere in scacco l’Italia e non solo. Intanto il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, ha fatto sapere che “sono stati trovati inneschi e la Procura di Lucca ha aperto un fascicolo per incendio boschivo doloso” per il rogo di Massarosa. «Purtroppo l’estate si preannuncia rovente per il rischio incendi al quale si aggiunge anche la follia dell’uomo. Pertanto è fondamentale la massima prudenza e attenzione di ciascuno di noi, sono vietati tutti gli abbruciamenti vegetali e accensioni di fuochi fuori da aree attrezzate. La Toscana è la Regione più boschiva d’Italia e continueremo sempre nelle opere di prevenzione, salvaguardiamo questo patrimonio naturale insieme» – scrive sui social.

Sul Carso triestino la situazione sembra essere ora sotto controllo ma il fronte dell’incendio si è spostato verso est, oltre il confine con la Slovenia. Sul versante italiano sono ancora in azioni decine di vigili del fuoco e tre elicotteri, insieme ad altri 11 elicotteri che monitorano la situazione nelle aree vicino a Cerje e Trstelje.

Parla il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna: «sembra un incubo senza fine. Quando pensi di avere la situazione sotto controllo, quasi come una beffa, ecco che si aprono nuovi focolai, di qua o di là dal confine – ha detto. – Italia e Slovenia stanno mettendo in campo tutte le forze possibili per domare questa belva che si sta mangiando tutto il nostro Carso e un pezzo dei nostri cuori, sgomenti di fronte a tanta devastazione. Ma non possiamo cedere allo scoramento».

Il primo cittadino ha parlato degli “eroi” che “da giorni e giorni stanno combattendo in prima linea“. «Lo dobbiamo al nostro stesso Carso che dovremo impegnarci a far rivivere. Lo dobbiamo a tutti noi perché è in queste occasioni che si deve avere la forza di ricominciare. Di ripartire, lottando perché questo incubo finisca al più presto. Un apprezzamento alla grande collaborazione e aiuto reciproco fra Italia e Slovenia. Ma su questo non c’erano dubbi» – ha sottolineato.

Infine, sull’aspetto relativo all’inquinamento atmosferico ha dichiarato: «ieri sera si sono registrati picchi elevati di PM10 però di breve durata che non intaccano di molto la media giornaliera, cui bisogna fare riferimento. Ma questa fase è comunque opportuno mantenere comportamenti prudenziali quindi evitare di sostare a lungo all’esterno, indossare la mascherina all’esterno, tenere chiuse le finestre e lavare bene la verdura dell’orto».

Collegamenti interrotti, invece, in Val Resia, a Savogna, in Friuli, dove un incendio divampato ieri ha costretto all’intervento di un Canadair e due elicotteri. Nel pomeriggio è previsto un sopralluogo del vicegovernatore del Fvg con deleghe alla Protezione civile e alla Salute, Riccardo Riccardi.

A Nuoro, a “Su Tuvu” vicino al depuratore a ridosso della strada provinciale 58 Nuoro-Orgosolo, si è sviluppato un rogo che ha richiesto l’intervento immediato del Corpo Forestale con un primo elicottero della flotta regionale decollato dalla base di Farcana.

Un altro focolaio si registra a Mottola, in provincia di Taranto, a ridosso del centro abitato: le fiamme al momento sono sotto controllo. Sul posto sono presenti circa 20 unità tra operatori antincendio dell’Arif, Vigili del Fuoco, protezione civile e volontari e si sta valutando se chiedere l’intervento di soccorsi aerei.

Ad Ascoli Piceno i vigili del fuoco sono intervenuti per un importante incendio che ha colpito i boschi in località Valle Venere. Sul posto sono a lavoro cinque squadre, di cui una del comando di Teramo, con il supporto di autobotti e mezzi 4X4. La zona è inoltre sorvolata da due elicotteri dedicati all’antincendio boschivo.

150 persone sono state evacuate in via precauzionale per un incendio di vaste dimensioni attivo da due giorni a Pisticci, in provincia di Matera. È stata disposta che la chiusura della galleria San Rocco, uno degli accessi della città, il sindaco ha spiegato che le fiamme lambiscono “il quartiere Cammarelle, all’ingresso della città“. Gli sforzi per spegnere le fiamme interessano i vigili del fuoco e due Canadair.

Non va meglio nel resto dell’Europa. In Francia, nell’Hérault e nell’Aude, 80 vigili del fuoco sono ancora alle prese con l’incendio che ha distrutto 150 ettari di terreno. Nonostante le piogge di ieri sera, in rischio di incendio rimane alto mentre deputati, funzionari dei servizi di emergenza e dei parchi regionali lanciano un appello per “l’insufficienza” dei mezzi aerei disponibili contro i roghi.

In Spagna, sull’isola delle Canarie di Tenerife, il rogo scoppiato giovedì è reso ancora meno controllabile dai forti venti e altri fattori meteorologici che non ne favoriscono l’estinzione. Lo fa sapere il sindaco di San Juan de la Rambla parlando alla televisione pubblica spagnola Tve. Fino a ora sono bruciati circa 2.000 ettari e circa 50 case sono state evacuate.

Stando alle analisi fornite dallo European Forest Fire Information System (Effis) della Commissione europea, dal 1° gennaio a oggi nei 27 Paesi Ue sono andati in fumo 515 mila ettari, la cifra più alta registrata negli ultimi 16 anni. I grandi incendi hanno raggiunto il picco dal 2006, 1.946. Solo in Italia sono bruciati 27.883 ettari, più della media degli ultimi 16 anni: 243 i grandi incendi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA / Emanuele Valeri