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“Margini” di Niccolò Falsetti sarà il film italiano in gara alla 37/a edizione della Settimana della Critica 

Il film di apertura della 79esima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre vedrà la pellicola White Noise, scritto e diretto da Noah Baumbach, con Adam Driver, Greta Gerwig, Don Cheadle, Raffey Cassidy, Sam Nivola, May Nivola, Jodie Turner-Smith, André L. Il film sarà distribuita da Netflix.

Alberto Barbera, il diretto dell’evento, in merito al film ha affermato che “valeva la pena di aspettare per avere la certezza che il film fosse finito in tempo. Adattata dal grande romanzo di Don DeLillo, Baumbach ha realizzato un’opera originale, ambiziosa e avvincente“, mentre Baumbach ha commentato il ritorno come “meraviglioso” e “incredibile“, oltre ad affermare che “questo è un luogo che ama tanto il cinema, ed è un’emozione e un privilegio unirsi agli incredibili cineasti che hanno presentato qui i loro film“.

Durante il medesimo periodo si terrà anche la 37esima Settimana della Critica, sezione autonoma e parallela, con l’esordiente Niccolò Falsetti che propone il film italiano Margini, una commedia su una giovane punk band di provincia che mette in atto un piano per lanciare la propria carriera. Tra le altre prime 7 opere in gara ci sono: Anhell 69 di Theo Montoya (Colombia); il francese Beating sun di Philippe Petit; Dogborn di Isabella Carbonell (Svezia); Eismayer di David Wagner (Austria); Have you seen this woman? di Dusan Zoric e Matija Gluscevic (Serbia); Skin Deep di Alex Schaad. In apertura fuori concorso è Three nights a week di Florent Gouelou e in chiusura, sempre fuori concorso, il marocchino Queens di Yasmine Benkiran.

«Questo per la Sic è un anno zero, guardiamo al futuro ma siamo molto consapevoli della nostra tradizione», ha dichiarato la Presidente Cristiana Paternò, dopo aver sottolineato “la liberazione immediata dei registi iraniani Jafar Panahi (condannato per direttissima a sei anni di prigione senza processo), Mohammad Rasoulof e Mostafa Aleahmad“.

I film di questa edizione “vanno verso la luce, il colore, l’amore, lo spazio aperto, un senso comunità. Si parla di sognatori, idealisti che, ognuno a suo modo, lottano per un mondo migliore più giusto e inclusivo. Questa è una Sic accogliente, narrativa, accessibile a tutti senza perdere il proprio peso specifico. Vuole essere anche un segnale di incoraggiamento a un’industria che vive un momento di difficoltà. E’ anche una Sic radicalmente queer, l’identità di genere è diventata la questione. Gran parte dei film la affronta“, ha spiegato la delegata generale della Sic Beatrice Fiorentino.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/Us Biennale