Il padre della ragazza ha ricevuto immagini e post pubblicati sui social che contengono parole oltraggiose nei confronti della figlia
Il padre di Chiara Gualzetti, 16enne uccisa lo scorso 27 agosto 2021 a Monteveglio da un coetaneo attualmente detenuto, ha denunciato di aver ricevuto immagini e post pubblicati sui social contenenti parole oltraggiose nei confronti della figlia, con foto scattate dal carcere.
La procura ha aperto un fascicolo per far luce su quanto dichiarato dal padre, al momento senza ipotesi di reato. Secondo i primi accertamenti, dietro ci sarebbe stato un uso improprio dei tablet.
Tra le immagini, ritratto il giovane ritenuto responsabile della morte della figlia mentre fa il simbolo della vittoria. «È sicuramente lui, mi sembra assurdo che si possano usare i social così da una struttura detentiva. I ragazzi in carcere non possono usare il telefono e pubblicare contenuti sui social liberamente, c’è qualcosa che non quadra. Ho sporto denuncia, ai carabinieri ho consegnato tutto il materiale che ho ricevuto io e che è pubblico. Vorrei che venissero presi provvedimenti anche verso i commenti lesivi della dignità di mia figlia», ha affermato Gualzetti.
Lo scorso venerdì è stata depositata un’ultima perizia psichiatrica che avrebbe confermato la capacità e la facoltà del presunto assassino di intendere e di volere, mentre oggi è fissata un’ulteriore udienza in merito all’omicidio, per poi discuterne la perizia. Infine, la giudice dovrà decidere se rinviare o meno l’udienza.
Il 16enne, in stato di fermo, ammise immediatamente i fatti, dichiarando di aver agito sulla spinta di un demone, nonostante la perizia ha messo in chiaro la situazione: al momento dell’omicidio era lucido.
Risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla minore età della vittima.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/MAX CAVALLARI