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In una nota la Federal Reserve spiega che l’obiettivo è combattere l’inflazione

La Fed ha alzato i tassi dello 0,75%, portandoli nella fascia 2,25%-2,50%. SI tratta di un rialzo pari a quello deciso il mese scorso. La decisione, prevista dagli analisti, è stata presa all’unanimità.

In una nota la Federal Reserve ha spiegato che “i recenti indicatori di spesa e produzione si sono attenuati. Comunque, i guadagni sul fronte del lavoro negli ultimi mesi sono stati robusti e il tasso di disoccupazione è rimasto basso“.

«L’inflazione rimane elevata, riflettendo gli squilibri di domanda e offerta correlati alla pandemia, al l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia e alle più ampie pressioni sui prezzi – prosegue la nota – La guerra della Russia contro l’Ucraina sta causando enormi danni umani ed economia. La guerra e gli eventi correlati stanno creando ulteriori pressioni al rialzo dell’inflazione e stanno pesando sull’attività economica mondiale. Il Comitato è altamente attento ai rischi inflazionistici e cerca di ottenere il massimo dell’occupazione e di portare l’inflazione al 2% nel lungo periodo. A sostegno di questi obiettivi, ha deciso di  aumentare l’intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali nella fascia 2,25%-2,50%. Inoltre, il Comitato continuerà a ridurre le sue partecipazioni in titoli del Tesoro e corporate bond e titoli garantiti da mutui».

Durante la conferenza stampa il presidente Jerome Powell ha dichiarato che “dal punto di vista del nostro mandato del Congresso per sostenere la massima occupazione e la stabilità dei prezzi, il quadro attuale è evidente: il mercato del lavoro è estremamente teso e l’inflazione è troppo alta”.

Powell ha affermato che la Fed potrebbe aumentare di nuovo i tassi di 0,75 punti percentuali a settembre, ma la decisione dipenderà dai dati, sottolineando che “man mano che la posizione della politica monetaria si inasprirà ulteriormente, probabilmente diventerà appropriato rallentare il ritmo degli aumenti”.

di: Francesca LASI

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