Esercito Kiev ammette attacchi ad agosto a basi russe in Crimea. Kiev: “bombardamenti russi nell’area della centrale nucleare”
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres si è dichiarato “profondamente preoccupato” per la situazione legata alla centrale nucleare. «Qualsiasi danno, intenzionale o meno, alla centrale di Zaporizhia o a qualsiasi altro impianto nucleare in Ucraina, potrebbe significare una catastrofe, non solo per l’area immediata, ma per la regione e oltre», ha affermato Guterres, ribadendo la necessità di adottare “tutte le misure necessarie per evitare questa situazione” e ha fatto appello al “buon senso e alla cooperazione” come “via da seguire”, poiché “qualsiasi azione che metta in pericolo l’integrità fisica, l’incolumità o l’incolumità della centrale nucleare è inaccettabile”.
Inoltre, Guterres ha chiesto alle forze russe e ucraine di impegnarsi a non svolgere alcun tipo di attività militare nei dintorni.
Intanto, il ministero degli Esteri di Mosca, ha annunciato di aver imposto sanzioni “ai vertici militari dell’Unione Europea, ai dipendenti di alto rango delle agenzie di sicurezza degli Stati membri dell’Ue, ai rappresentanti delle organizzazioni commerciali europee nel campo della produzione di armi e attrezzature militari coinvolte nella fornitura di equipaggiamento militare in Ucraina“.
La situazione a Zaporizhzhia è allarmante e la Cina è preoccupata: il vice inviato cinese Geng Shuang al consiglio di sicurezza dell’Onu, ha dichiarato che “nonostante i ripetuti avvertimenti e appelli della comunità internazionale, i bombardamenti della centrale continuano anche dopo che i visitatori dell’Aia sono arrivati lì” e che “questo è davvero preoccupante. Il mondo non può permettersi un altro disastro nucleare“, ha concluso.
In Ucraina, il comandante Artem Bardin è morto dopo esser stato ferito da una bomba nella sua automobile.
La Russia ha chiesto all’Aiea, l’agenzia dell‘Onu per l’Energia atomica, dei “chiarimenti” sul suo rapporto sulla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia – definita nel documento “insostenibile” -, ha dichiarato a Interfax il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. «C’è bisogno di chiarimenti supplementari, perché quel rapporto contiene un certo numero di punti interrogativi. Abbiamo chiesto questi chiarimenti al direttore generale dell’Aiea», Rafael Grossi. Ieri l’ambasciatore russo all’Onu ha deplorato che il rapporto non “indicasse chiaramente” che sarebbero gli ucraini a bombardare la zona della centrale.
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha chiesto all’Aiea, l’agenzia dell’Onu per l’Energia atomica, dei “chiarimenti” sul suo rapporto sulla situazione della centrale, affermando che “c’è bisogno di chiarimenti supplementari, perché quel rapporto contiene un certo numero di punti interrogativi. Abbiamo chiesto questi chiarimenti al direttore generale dell’Aiea“.
Il comandante in capo delle forze armate ucraine, generale Valerii Zaluzhnyi, e il vicepresidente del Comitato parlamentare ucraino per la sicurezza nazionale, la difesa e l’intelligence, generale Mykhailo Zabrodskyi, hanno affermato: «Ci sono ragioni per credere che la guerra della Russia contro l’Ucraina continuerà nel 2023. Le potenziali direzioni dell’offensiva delle truppe russe sono: raggiungere il confine amministrativo della regione di Donetsk, avanzare nella direzione di Zaporizhzhia, lanciare ostilità armate dal territorio della Bielorussia e fare un altro tentativo di impadronirsi di Kiev».
Zaluzhnyi e Zabrodskyi hanno poi aggiunto: «La guerra scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina il 24 febbraio è andata da tempo oltre il concetto di conflitto locale di media intensità. Ciò si riferisce sia agli indicatori spaziali e al numero di forze militari coinvolte, che all’elenco di armi e altri equipaggiamenti ad alta tecnologia. La questione è la durata del conflitto. Non si inserisce in alcun modo né nel quadro della “guerra lampo” annunciata dalla Russia, né nella durata delle fasi attive delle ostilità nelle guerre all’inizio del XXI secolo».
Il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhnyi e il vicepresidente del comitato di difesa ucraino Mykhailo Zabrodskyi hanno ammesso per la prima volta la responsabilità di una serie di attacchi alle basi aeree russe in Crimea: sono stati utilizzato missili e razzi, oltre a 10 aerei da guerra russi sono stati distrutti.
Secondo quanto riferito dal sindaco in esilio Dmytro Orlov, citato dall’Ukrainska Pravda, si sono verificati altri bombardamenti a Energodar: «Energodar è di nuovo sotto il fuoco degli occupanti. Gli intervalli tra le provocazioni stanno diventando sempre più brevi. È la seconda volta in una sola giornata che la fornitura di elettricità scompare in tutta la città. Impossibile prevedere quando sarà ripristinata l’energia», ha affermato.
La questione del visto russo
«L’Unione Europea ha compiuto un passo significativo approvando la proposta di sospensione del regime semplificato dei visti attualmente in vigore tra Ue e Russia. L’Europa non è un luogo di baldoria per gli assassini e per coloro che li sostengono. È assolutamente inaccettabile che il territorio europeo possa essere utilizzato per il turismo o lo shopping da chi in Russia sostiene la scissione e la beffa dell’Europa, o addirittura lavora per questo. Sono grato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e a tutti i leader Ue che sostengono le restrizioni sui visti per i cittadini russi. Bisogna ricordare che oltre al lato morale della faccenda si tratta anche di una questione di sicurezza elementare: la Russia ha ripetutamente inviato assassini in Europa con il pretesto di turismo ordinario», ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La rotta del grano
Il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, ha affermato che “gli accordi firmati a Istanbul riguardano solo una questione, ovvero il trasferimento di navi da carico attraverso il Mar Nero. La Russia non può imporre all’Ucraina dove inviare il suo grano e l’Ucraina non può imporre lo stesso alla Russia“, in replica alle affermazioni del presidente Vladimir Putin, che ha affermato di avere in mente di imporre delle possibili restrizioni sull’esportazione di grano ucraini verso l’Europa.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: EPA/ANSA