Bombe su Zaporizhzhia, ci sono vittime. Giornalista “no war” in fuga dalla Russia
Secondo la Cina la minaccia nucleare che ha segnato in queste ultime ore il conflitto in Ucraina sta solo “aggiungendo benzina sul fuoco”.
«L’uso delle armi nucleari da parte della Russia è possibile solo in accordo con la sua dottrina sulla deterrenza», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
Zelensky ha intanto lanciato la campagna “What We Are Fighting For”, “per cosa combattiamo“, chiedendo ai cittadini di aderire alla campagna mediatica e dire al mondo per cosa stanno combattendo: «Gli ucraini sanno bene per cosa stanno combattendo. Per le persone che amiamo e per quelle che ci ispirano. Le città e i villaggi, veri luoghi di potere. I valori per cui vale la pena combattere contro il nemico. La possibilità di vivere a casa propria e di essere proprietari della propria terra. La possibilità di costruire il futuro che vogliamo. Per qualcosa che ci incoraggi a fare ciò che sembra impossibile. Unitevi all’azione ‘#WhatWeAreFightingFor’ e dite al mondo che cosa è importante per voi».
“Referendum farsa”
Questa mattina il segretario generale della Farnesina, Ettore Sequi, ha avuto un colloquio con l’ambasciatore russo Serghey Razov. “Durante il colloquio non è stato trattato il tema del sabotaggio del Nord Stream“, ha specificato Sequi, ma in una nota del ministero è stato spiegato che il principale tema trattato è stata la minaccia alla sicurezza globale tra il paventato uso delle armi nucleari e le gravissime violazioni dei principi e delle regole della Carta delle Nazioni Unite.
«Un messaggio inequivocabile – ha dichiarato Sequi in un punto stampa. – Ferma condanna dell’Italia per i referendum farsa, consultazioni condotte dalla Federazione Russia in modo illegale in violazione di ogni norma internazionale. L’Italia non riconosce e non ne riconoscerà l’esito. Ho esortato le autorità russe a revocare questi atti illeciti e a ritirare le forze russe dal territorio ucraino senza condizioni, completamente e immediatamente. L’Italia sarà pienamente allineata con i paesi partner nel valutare ulteriori misure restrittive contro le azioni illegali della Russia come pacifico strumento di pressione per porre fine a questa guerra di aggressione – ha proseguito. – L’Ucraina ha il diritto di liberare i territori occupati all’interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale. E noi continueremo a fornire un forte sostegno all’Ucraina per tutto il tempo necessario».
Razov, in rappresentanza dell’ambasciata russa, avrebbe respinto le dichiarazioni rese da Sequi. Come si legge nella nota rilasciata dall’ambasciata, infatti, Razov “ha respinto categoricamente le dichiarazioni della parte italiana e ha esposto le sue posizioni in merito alle questioni che sono state toccate nello spirito di quanto disposto dal discorso del presidente della Federazione russa Vladimir Putin nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino del 30 settembre“.
Notizie dal fronte
Continuano gli scontri: nella notte un attacco missilistico contro la città di Zaporizhzhia ha provocato vittime. Sono state distrutte alcune infrastrutture e si stanno raccogliendo informazioni su danni e morti.
Secondo l’intelligence britannica “l’ammissione inusuale da parte di Putin che vi sono problemi per le truppe russe in Ucraina evidenzia l’inefficacia della mobilitazione parziale nella sua prima settimana”.
È stati rilasciato il direttore della centrale di Zaporizhzhia, Igor Murashov, arrestato due giorni fa.
Incontro tra first ladies
In Turchia, la first lady Emine Erdogan ha incontrato l’omologa ucraina Olena Zelenska. Il video diffuso dalla Presidenza turca mostra la coppia che cammina in una delle tenute presidenziali ed Emine Erdogan che esprime il desiderio di incontrarsi di nuovo con Zelenska in “giorni più felici”.
Giornalisti in fuga
L’ormai nota giornalista russa Marina Ovsyannikova è ricercata dal ministero dell’Interno russo. Lo rende noto il sito Mediazone specificando che la donna è fuggita dal Paese lo scorso 1° ottobre insieme alla figlia di 11 anni, come riferito dal marito. La reporter era ai domiciliari con l’accusa di avere diffuso false notizie contro le forze armate dopo aver mostrato un cartello contro l’operazione militare in Ucraina durante una diretta televisiva.
di: Micaela FERRARO
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI