La Commissione Ue riflette sulla ricostruzione post-guerra, Dombrovskis: “assicurare stabili flussi di finanziamento”

Papa Francesco torna a chiedere la pace e condannare la guerra. «In questi mesi è andato crescendo in Europa e nel mondo il fragore della guerra, tante eh. Non cediamo a questo ricatto! Non cadiamo in questa trappola! Continuiamo a sognare la pace e a lavorare per la pace, spargendo semi di fraternità e di amicizia sociale – ha detto ricevendo nel Palazzo Apostolico Vaticano i partecipanti al Christmas Contest promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis. – La mano tesa, sempre la mano tesa».

Europa per la soluzione diplomatica

L’Alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell è tornato a ricordare che l’obiettivo dell’Europa è quello di una soluzione diplomatica in Ucraina e che il nucleare non è una possibilità: «qualsiasi attacco nucleare contro l’Ucraina provocherebbe una risposta non nucleare così potente sul piano militare che l’esercito russo verrebbe spazzato via».

La stessa Ue, intanto, guarda al futuro del Paese invaso. La vicepresidente della commissione europea, Valdis Dombrovskis ha incontrato il segretario al Tesoro Janet Yellen e il commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni. «Stiamo collaborando in modo stretto sull’Ucraina, per la quale è importante assicurare stabili e prevedibili flussi di finanziamenti e lavorare insieme per la ricostruzione post-guerra», ha dichiarato.

Accoglienza europea

Proseguono le ministeriali a Lussemburgo. Al suo arrivo al Consiglio Affari Interni, la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, ha dichiarato: «oggi con i ministri degli Interni discuteremo la nostra prontezza ad accogliere ulteriori ucraini in fuga dal Paese se necessario. Intanto prorogheremo la possibilità della protezione temporanea almeno fino a marzo 2024 e ovviamente forniremo sostegno agli ucraini che vogliono tornare in patria. La situazione continua a cambiare e noi dobbiamo essere pronti a diversi scenari».

Nulla di fatto ad Astana

Durante il bilaterale di ieri a margine del summit della Conferenza in Kazakistan sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (Cica), i presidenti russo e turco Putin ed Erdogan non avrebbero discusso una possibile risoluzione del conflitto in corso con Kiev. L’incontro, infatti, si sarebbe concentrato sul ruolo di Ankara nell’esportazione dei prodotti russi.

Crimini di guerra

Avrebbero fornito carburante gli aerei militari russi che bombardano l’Ucraina, diventando complici di Mosca in crimini di guerra. È questa l’accusa avanzata dalle ong francesi Darwin Climax Coalition e Razom We Stand nei confronti del colosso francese dell’energia TotalEnergies. Le organizzazioni si sono rivolte alla procura antiterrorismo francese.

Bollettino dal campo

«Attenzione, attacco missilistico del nemico nella regione centrale, andate nei rifugi e restateci!». È questo l’appello ai residenti della regione di Zaporizhzhia lanciato su Telegram dal governatore Oleksandr Starukh. Starebbero infatti continuando gli attacchi delle forze russe.

Sempre a Zaporizhzhia, intanto, proseguono i lavori per creare una zona di protezione intorno alla centrale elettrica da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Il direttore generale Rafael Grossi ha scritto su Twitter: «ci avviciniamo all’istituzione di una zona di protezione per la centrale nucleare di Zaporizhzhia: la situazione dell’impianto è insostenibile e abbiamo bisogno di un’azione immediata per proteggerla».

Intanto nella regione del Kherson, in mano ai filorussi, la richiesta di aiuto a Mosca per l’evacuazione dei civili è stata accolta mentre la battaglia per il controllo del territorio si fa sempre più difficile. La Russia, inoltre, ha fatto sapere che il ponte della Crimea distrutto lo scorso 8 ottobre da camion-bomba dovrà essere completamente riparato entro luglio 2023.

L’esercito ucraino starebbe riguadagnando terreno sul campo di battaglia: nell’ultimo mese ha riconquistato 600 insediamenti russi, 75 dei quali “altamente strategici”. Almeno 502 dei villaggi liberati si trovano nella regione nord-orientale di Kharviv, altri 43 insediamenti liberati si trovano nella regione di Donetsk e 7 in quella di Lugansk, entrambe nel Donbass.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/VATICAN MEDIA