È stata notificata al CdA la chiusura dell’inchiesta. Secondo l’accusa si configurano i reati di false comunicazioni sociali (cioè falso in bilancio) e false comunicazioni rivolte al mercato

Chiuse le indagini sul caso plusvalenze. La procura di Torino ha notificato la chiusura dell’inchiesta ai componenti del Consiglio d’Amministrazione della Juventus e ai dirigenti della società. Risultano 16 indagati tra cui anche Agnelli.

Secondo l’accusa si configurano i reati di false comunicazioni sociali, ovvero falso in bilancio, e false comunicazioni rivolte al mercato, trattandosi di società quotata. In base a questo si profila l’accusa di ostacolo all’autorità di controllo, la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa).

Nella nota la procura scrive che “le annualità prese in considerazione dall’istruttoria ora conclusa sono tre il 2018 (bilancio approvato il 24 ottobre 2019), il 2019 (bilancio approvato il 15 ottobre 2020) e il 2020 (bilancio approvato il 29 ottobre 2021)”

La procura sottolinea, poi, che, secondo l’accusa “il quadro probatorio acquisito consente di delineare una attività di alterazione delle poste di bilancio (e quindi dei risultati di esercizio) quale conseguenza, in primo luogo di un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, peraltro nel complesso distoniche nel panorama nazionale”.

La risposta della società

La Juve dopo aver ricevuto la notifica di avviso di conclusione delle indagini ha emesso una nota tramite cui ha commentato quanto accaduto. “Juventus rimane convinta, anche tenuto conto degli approfondimenti di natura legale e contabile svolti dalla Società con l’ausilio dei propri consulenti e dei pareri legali e tecnico-contabili acquisiti dalla Società, di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità agli applicabili principi contabili e relativi criteri di applicazione e in linea con la prassi internazionale della football industry. Le ipotesi accusatorie prospettate dalla Procura della Repubblica, in parte modificatesi rispetto alle originarie prospettazioni, fanno riferimento a presunti reati di falso nelle comunicazioni sociali, false comunicazioni rivolte al mercato, ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza (Consob, nel caso di specie) e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Sulla base delle sommarie informazioni a disposizione allo stato, i fatti oggetto del provvedimento attengono ai bilanci al 30/6/2019, 30/6/2020 e 30/6/2021 e sono relativi ad operazioni impropriamente dette di ‘scambio’ di diritti alle prestazioni sportive di calciatori e ad accordi di riduzione ed integrazione dei compensi di personale tesserato conclusi negli esercizi 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. La Società e i propri esponenti destinatari dell’avviso potranno, entro venti giorni, prendere visione ed estrarre copia degli atti di indagine ex art. 415-bis c.p.p. ai fini dell’esercizio dei propri diritti di difesa”.

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO