L’amministrazione Usa sarebbe in procinto di sanzionare il Paese per la repressione
Proseguono le proteste in Iran: le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco contro i manifestanti e utilizzato il gas lacrimogeno per disperderli dopo che si erano radunati a Saqqez, nel Kurdestan iraniano. Sono passati 40 giorni dalla morte di Mahsa Amini, uccisa perché non portava correttamente il velo. Questa mattina una grande folla si era radunata nel cimitero dove la ragazza è stata sepolta per commemorarla.
Manifestazioni sono avvenute anche a Teheran, Karaj, Kermanshah, Sanandaj, Shiraz, Ahvaz, Mashhad e Isfahan, dove sono scesi in strada anche studenti universitari e negozianti che da giorni si sono uniti alle proteste scioperando. All’indirizzo di Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran, sono stati urlati slogan di ogni tipo e sono state bruciate le immagini del leader.
Su Instagram l’atleta iraniana Elnaz Rekabi ha pubblicato una foto di Mahsa Amini e ha scritto: «in questi giorni i miei eroi sono persone che pagano un caro prezzo per avere una vita normale. Avere una vita sicura, normale e libera è un diritto di tutti gli esseri umani».
Gli Stati Uniti vareranno nuove sanzioni nei confronti dell’Iran come conseguenza delle repressione delle proteste scoppiate dopo la morte di Masha Amini. Lo riporta il Politico citando alcune fonti. L’amministrazione guidata dal presidente Joe Biden sarebbe pronta ad annunciare le nuove misure nei confronti del Paese mediorientale.
di: Alessia MALCAUS
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN