Per 9 mesi una squadra di scienziati multidisciplinari guidati dall’astrofisico David Spergel tenteranno di dare interesse scientifico a un campo povero di dati

Lo scorso 24 ottobre è stato avviato lo studio indipendente condotto da una squadra di 16 scienziati ed esperti sui fenomeni aerei non identificati, i meglio conosciuti come UFO (Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object, un oggetto volante non identificato).

Il team è stato selezionato dai funzionari della Nasa ed include esperti in astrobiologia, scienza dei dati, oceanografia, genetica, politica e scienze planetarie, oltre che l’astronauta in pensione Scott Kelly e l’astrofisico David Spergel, presidente della Simons Foundation di New York City.

L’obiettivo dello studio, che durerà 9 mesi e sarà non classificato e di pubblico dominio, sarà quello di determinare come la Nasa può avvicinarsi a ulteriori studi sul fenomeno e cercare “eventi nel cielo che non possono essere identificati come aerei o fenomeni naturali noti, da una prospettiva scientifica“.

A causa delle limitate osservazioni registrate, infatti, è difficile determinare quali siano questi fenomeni: «senza l’accesso a una vasta serie di dati, è quasi impossibile verificare o spiegare qualsiasi osservazione, quindi l’obiettivo dello studio è informare la Nasa quali possibili dati potrebbero essere raccolti in futuro per discernere scientificamente la natura dell’UAP», si legge in un comunicato.

«Esplorare l’ignoto nello spazio e nell’atmosfera è al centro di chi siamo alla Nasa. Capire i dati che abbiamo sui fenomeni aerei non identificati è fondamentale per aiutarci a trarre conclusioni scientifiche su ciò che sta accadendo nei nostri cieli. I dati sono il linguaggio degli scienziati e rendono l’inspiegabile, spiegabile», ha spiegato Thomas Zurbuchen, amministratore associato dell’agenzia.

Gli esperti, quindi, prenderanno un campo povero di dati per renderlo degno di analisi scientifica. «Ci sono molte volte in cui qualcosa che sembrava quasi magico si è rivelato essere un nuovo effetto scientifico. Credo davvero che la qualità della scienza non sia misurata solo dai risultati che ne derivano, ma anche dalle domande che siamo disposti ad affrontare con la scienza», ha detto Zurbuchen.

Il progetto potrà contare su un budget stimato di massimo 100.000 dollari, come ha fatto sapere Daniel Evans, vice amministratore associato per la ricerca presso la direzione della missione scientifica della Nasa.

L’astrofisico David Spergel ha così commentato il futuro dello studio: «penso che dobbiamo affrontare tutte queste domande con un senso di umiltà. Ho trascorso gran parte della mia carriera come cosmologo. Posso dire che non sappiamo cosa costituisce il 95% dell’universo. Quindi ci sono cose che non capiamo. Spero che questo studio ci porti avanti per comprendere meglio questi fenomeni. Ma alla fine della giornata, potremmo concludere che non ne comprendiamo ancora molti aspetti e forse abbiamo una tabella di marcia su come fare progressi».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK