Finora sono stati identificati circa 1.000 occupanti. Si va verso il sequestro preventivo del capannone “per motivi di sicurezza”
Dopo una lunga trattativa iniziata questa mattina all’esterno del capannone in via Marino a Modena tra le forze dell’ordine e gli organizzatori al Rave Party di Halloween, che va avanti da sabato sera, si è quasi concluso senza tensioni il deflusso dei partecipanti.
Gli organizzatori hanno smontato l’impianto di amplificazione mentre gli occupanti stavano togliendo le tende riversandosi sulle strade limitrofe. Il numero delle persone identificate è di 660 più altri 310 “raver” in uscita e 35 veicoli, delle 3.000 persone totali che si sono radunate.
Fuori dal capannone sono stati schierati almeno un centinaio tra polizia, carabinieri e guardia di finanza ma all’interno dell’ex deposito non sono entrati agenti in divisa. «Non entriamo, siamo qui perché l’edificio è pericolante e va posto sotto sequestro. Non siamo qui per voi, ma per la struttura che è pericolosa» scandiva questa mattina un agente al megafono. A tal proposito, sembra che si proceda verso il “sequestro preventivo dell’immobile adottato di iniziativa e in via di urgenza, per motivi di sicurezza strutturale legati allo stato dei luoghi, dichiarati dal proprietario della struttura e certificati in ultimo da sopralluogo tecnico“.
Nei piani degli occupanti c’era di andare avanti fino al 1 novembre. «Abbiamo reagito nella maniera giusta, nessuno ha alzato le mani, non vogliamo lo scontro», ha raccontato uno dei partecipanti.
Come ha spiegato la Questura di Modena, “l’azione di polizia è stata preceduta da un’attività di mediazione e informazione dei destinatari visti i correlati profili di incolumità pubblica, affinché l’uscita dalla struttura avvenga con calma e in modo responsabile per la sicurezza di tutti“.
L’Esecutivo ha incluso il tema dei rave party nel cdm di oggi: il ministro dell’Interno Pientedosi ha proposto una prima serie di nuove misure normative, per dare “nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione ed intervento”.
Conte: “siano date spiegazioni anche su Predappio”
Mentre tutta l’attenzione è puntata alla gestione del nuovo ministero dell’Interno, interviene l’ex premier Giuseppe Conte che su Facebook scrive: «leggiamo da indiscrezioni che il ministro Piantedosi dovrebbe presentare oggi in Cdm un decreto per tracciare la nuova linea di fermezza e rigore in materia di sicurezza e ordine pubblico. Ben vengano azioni mirate a maggiore prevenzione e contrasto dell’illegalità, ma allo stesso modo ci aspettiamo dal titolare del Viminale e dal governo una parola chiara sulla sfilata delle duemila camicie nere di Predappio dove inni fascisti e braccia tese hanno evidenziato – qualora ve ne fosse bisogno – la labile linea di confine che divide la “nostalgia” dall’”apologia».
Aggiunge poi: «sugli interventi delle forze dell’ordine nei confronti degli studenti malmenati all’Università La Sapienza, nonostante questi fossero indifesi e non avessero adottato comportamenti palesemente violenti. Consentire a tutti una piena libertà di espressione è il fondamento della democrazia, ne siamo convinti. I modi con cui garantire questa libertà non sono però indifferenti ma anzi qualificano la concreta cifra democratica di una società».
di: Micaela FERRARO
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA /ELISABETTA BARACCHI