Gli 89 migranti a bordo della Rise Above stanno sbarcando nel porto di Reggio Calabria, mentre Geo Barents e Humanity sono ancora bloccate a Catania
Sono in corso le operazioni di sbarco degli 89 migranti ancora a bordo della Rise Above, attraccata al molo di ponente del porto di Reggio Calabria scortata da due motovedette delle Fiamme Gialle e della Capitaneria di Porto.
La nave si è diretta verso il porto calabrese dopo due giorni trascorsi davanti alla costa orientale della Sicilia, in attesa dell’assegnazione di un luogo di sbarco. I migranti a bordo della nave afferente alla ong Mission Lifeline saranno tutti accompagnati a terra, a differenza di quanto avvenuto con la Humanity one e la Geo Barents. Ci si trova infatti in una zona Sar (search and rescue) nella quale l’Italia ha delle specifiche competenze in termini di soccorso.
A bordo ci sono anche una 40ina di minori, di cui 8 bambini. Gli 89 migranti provengono da diverse zone dell’Africa: Costa d’Avorio, Guinea Tunisia, Egitto, Camerun, Burkina Faso e Liberia.
Dopo lo sbarco i migranti saranno accompagnati nel rifugio di emergenza organizzato nella palestra della scuola Boccioni di Gallico, a Reggio Calabria, fino alla distribuzione secondo il piano che areriverà dal Viminale.
Humanity One, 34 ancora a bordo
I legali della ong tedesca proprietaria della Humanity 1 intanto hanno presentato ricorso al Tribunale civile di Catania per chiedere lo sbarco immediato dei 34 migranti ancora a bordo della nave.
Si annuncia anche un ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento che impone al comandante della nave di lasciare il porto con i migranti a bordo.
Quanto ai minori sbarcati, si tratta di 99 minorenni non accompagnati, affidati a strutture idonee così distribuiti: 94 ragazzi a Ragusa, tre ragazze a Piazza Armerina (Enna) e una a Giarre (Catania). Una distribuzione effettuata in base alla familiarità ma anche ai rapporti di amicizia dei minori. Lo rende noto un report della Questura di Catania.
«Non abbiamo ancora avuto risposta né siamo stati convocati sulla richiesta di asilo politico che abbiamo presentato domenica scorsa per i 35 migranti rimasti a bordo della Humanity One» afferma il legale della ong tedesca Sos Humanity. In attesa di una risposta, oltre 30 dei 35 migranti rimasti a bordo della nave hanno avviato uno sciopero della fame, rifiutando tutto il cibo.
Geo Barents
La situazione è in stallo anche sulla nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere, attraccata al molo 10 di Catania. I due migranti che ieri si sono buttati in mare per protesta si rifiutano di salire a bordo. Si tratta di due cittadini siriani e, secondo la ong, sono in buone condizioni di salute.
A differenza di quanto avvenuto per l’Humanitas, a bordo della Geo Barents non risultano minorenni non accompagnati. Il trasferimento avviene dando la priorità a famiglie con bambini, poi alle donne e agli uomini.
Koester: “brutta faccia di razzismo e disumanità”
«Il nuovo Governo italiano sta mostrando la sua brutta faccia di razzismo e disumanità». Così l’eurodeputato tedesco dell’Spd Dietmar Koester entra a gamba tesa sulla questione degli sbarchi in Italia, ricordando che “secondo la legge del mare è dovere degli Stati costieri assegnare un porto sicuro per le persone salvate in mare“.
Koester ammette che Italia e Malta “dovrebbero essere sostenute dagli altri Paesi Ue“, ma che “la responsabilità di coordinare le operazioni di ricerca e soccorso e di assegnare un porto sicuro per le persone soccorse in mare ricade su di loro“.
«Il respingimento dei superstiti rimanenti al di fuori delle acque territoriali nazionali costituirebbe una forma di refoulement collettivo, che viola pertanto sia la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sia il principio di non refoulement della Convenzione di Ginevra sui rifugiati» aggiunge.
di: Marianna MANCINI