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Von der Leyen: “elevata flessibilità e condizioni favorevoli”

 “L’Ue continua a essere solidale con l’Ucraina. Oggi proponiamo un pacchetto di sostegno di 18 miliardi di euro per il 2023. Finanziamenti in tranche regolari per favorire la ripresa a breve termine e rafforzare le istituzioni. Preparando il terreno per una ricostruzione che proceda sulla strada dell’Ue“. Questo quanto cinguettato oggi su Twitter dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, in occasione della presentazione del nuovo patto di stabilità.


Il nuovo strumento della commissione europea si propone di finanziare l’Ucraina nel 2023 per un totale di 18 miliardi di euro. Il pacchetto offre “elevata flessibilità e condizioni molto favorevoli per l’Ucraina, tenendo conto della situazione attuale del Paese”. I fondi saranno erogati grazie a prestiti altamente agevolati da rimborsare in un periodo massimo di 35 anni, a partire dal 2033. “attraverso prestiti altamente agevolati, da rimborsare in un periodo massimo di 35 anni, a partire dal 2033”. Il fondo va ad aggiungersi alle risorse che verrebbero stanziati dai singoli stati.

Elemento chiave di queste modifiche è la sorveglianza della Commissione che valuterebbe i piani ogni anno, fornendo una valutazione positiva se il debito è posto su un sentiero discendente o rimane su livelli prudenti e il disavanzo di bilancio rimane credibilmente al di sotto del valore di riferimento del 3% del Pil nel medio termine. Il Consiglio approverebbe i piani a seguito di una valutazione positiva della Commissione. Inoltre, la Commissione controllerà costantemente l’attuazione dei piani. Gli Stati membri dovranno presentare relazioni annuali sullo stato di avanzamento per facilitare un monitoraggio efficace e garantire la trasparenza. La procedura per i disavanzi eccessivi basata sul disavanzo dalla bozza verrebbe mantenuta, mentre la procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito sarebbe rafforzata. Il meccanismo di stabilità verrebbe attivato quando uno Stato membro con un debito superiore al 60% del Pil si discosta dal percorso di spesa concordato.

«La condizionalità macroeconomica per i fondi strutturali e per il meccanismo per la ripresa e la resilienza sarebbe applicata in uno spirito simile, vale a dire che i finanziamenti dell’Ue potrebbero essere sospesi anche quando gli Stati membri non hanno adottato misure efficaci per correggere il loro disavanzo eccessivo – si legge in una comunicazione della Commissione-. Inoltre, un nuovo strumento garantirebbe l’attuazione degli impegni di riforma e di investimento alla base di un percorso di aggiustamento più lungo. La mancata attuazione degli impegni di riforma e investimento potrebbe comportare un percorso di aggiustamento più restrittivo e, per gli Stati membri della zona euro, l’imposizione di sanzioni finanziarie».

di: Caterina Maggi

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