Una specie fino al 2012 sconosciuta nel Continente africano, resistente agli insetticidi comuni e causa dei recenti focolai in Etiopia

La zanzara Anopheles stephensi, fino a pochi anni fa sconosciuta in Africa, potrebbe dare nuovo filo da torcere alla lotta globale contro la malaria.

Secondo i biologi dell’Armauer Hansen Research Institute di Addis Abeba, Etiopia, questa nuova zanzara potrebbe essere responsabile del focolaio recentemente scoppiato a Dire Dawa, la seconda città più popolosa del Paese, annunciato ufficialmente lo scorso 1° novembre in occasione della riunione annuale dell’American Society of Tropical Medicine and Hygiene.

Fino ad oggi Anopheles stephensi, particolarmente resistente a molti insetticidi di uso comune e quindi “adatta” alla città”, era conosciuta come principale vettore della malattia in India e Iran. Il primo Paese africano in cui è stata rilevata la sua presenza, nel 2012, è stato Gibuti, prima dello scorso luglio quando l’Istituto nigeriano di ricerca medica ha confermato il rilevamento di Anopheles stephensi nell’Africa occidentale. Secondo l’Oms sarebbe presente anche in Somalia.

La città di Dire Dawa, nell’Etiopia orientale, che nel 2019 contava in totale 205 casi di malaria, nel 2021 ne ha registrati 2.400. La stragrande maggioranza delle persone infette, secondo il team guidato dal biologo molecolare Fitsum Girma Tadesse, vive in aree in cui la zanzara più frequente è attualmente la Anopheles stephensi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: PIXABAY