Le insistenze di Erdogan rischiano di far allontanare la Turchia dall’ingresso nell’Unione Europea
«Troveremo il modo per far riconoscere Cipro turca al mondo» per il presidente Erdogan la questione della (non riconosciuta) Repubblica di Cipro Nord è diventata di massima urgenza.
Erdogan ha spiegato: «il presidente nord-cipriota ci ha ringraziato per quest’invito e del riconoscimento abbiamo già parlato durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite. Una volta poste le basi, allora creeremo una spirale che non si potrà arrestare e faremo in modo che Cipro Nord sia riconosciuta da tutto il mondo come uno stato. Abbiamo visto cosa è avvenuto in passato con il Kosovo». Ma dall’unione Europea è arrivato un secco no. L’Ue infatti “respinge le dichiarazioni della Turchia sull’accettazione dell’entità secessionista turco-cipriota, la cosiddetta ‘Repubblica turca di Cipro Nord’, internazionalmente non riconosciuta, come osservatore nell’Organizzazione degli Stati turcofoni“. Nella nota del portavoce di Borrell viene inoltre spiegato che “questa decisione, in attesa della ratifica dei membri dell’Organizzazione, è deplorevole e contraddice il fatto che diversi membri dell’Organizzazione hanno espresso un forte sostegno al principio dell’integrità territoriale e alla Carta delle Nazioni Unite“.
Nella nota si precisa che “l’Unione Europea ha ripetutamente chiarito, anche al più alto livello politico, che riconosce solo la Repubblica di Cipro come soggetto di diritto internazionale, in conformità con le rispettive risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Qualsiasi azione volta a facilitare o assistere in qualsiasi modo il riconoscimento internazionale dell’entità secessionista turco-cipriota danneggia gravemente gli sforzi per creare un ambiente favorevole alla ripresa dei colloqui di composizione sotto gli auspici delle Nazioni Unite“.
La dichiarazione del Servizio europeo di Azione esterna si conclude con parole irremovibili: «l’Ue è pienamente impegnata per una soluzione globale della questione cipriota basata su una federazione bi-zonale e bi-comunitaria con parità politica, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e in linea con l’acquis dell’Ue e con i principi su cui l’Ue è fondata. Non c’è alternativa ad essa».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/MARTIN DIVISEK