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Secondo l’ultimo rapporto dell’UNESCO, soltanto il 33% dei ricercatori sono donne

Oggi, 11 febbraio, è la giornata delle ragazze nelle Stem, le discipline scientifico-tecnologiche. Ѐ la giornata destinata alla lotta contro il pregiudizio di genere privo di qualsiasi fondamento scientifico, secondo cui gli uomini sono “più portati” per queste materie.

Secondo l’ultimo rapporto dell’UNESCO, soltanto il 33% dei ricercatori sono donne, nonostante queste siano il 45% delle laureate, e il 55% degli studenti di Master.

Questo pregiudizio produce risultati che non sono favorevoli alle donne. Tra questi il non avere la possibilità di partecipare al percorso tecnico-scientifico che significa non avere le competenze ed essere tagliate fuori dalle professioni altamente specializzate e quindi maggiormente retribuite.

Anche non partecipare a codificare gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, scrive sempre l’Unesco, rappresenta un pericolo reale, perché significa che l’IA amplificherà gli stereotipi di genere, invece che combatterli, se le donne non ci sono.

Questo gendere gap nasce già dalla tenera età di 6 anni. Le bambine e le ragazze hanno bisogno di sapere che ci sono altre ragazze come loro che hanno scelto questi percorsi professionali, poiché il 50% delle bambine interessate alle materie Stem non conosce altre donne impegnate in questi settori.

Degli studi dimostrano che se i genitori e i docenti si interessano alle materie Stem, le bambine vengono accompagnate nel percorso di crescita del pensiero critico con la consapevolezza che gli unici limiti che hanno sono quelli che si danno loro stesse.

Le discipline scientifico-tecnologiche hanno un forte impatto decisivo nella vita reale. Le ricerche recenti spiegano che il motivo principale che separa le ragazze dal percorso scientifico è il loro volontà di fare qualcosa che abbia impatto sulla collettività.

Gli studi spiegano che il fallimento è vissuto dalle bambine in maniera molto diversa rispetto ai bambini. Le prime infatti tendono a ricercare la perfezione, e spesso rinunciano a partecipare per evitare di sbagliare. L’approccio scientifico serve a liberarle da questa barriera psicologica, attraverso la comprensione che è proprio attraverso i fallimenti che si riesce a trovare la soluzione.

di: Alice GEMMA

FOTO: PIXABAY