Oggi la tradizionale parata ai Fori Imperiali di Roma a cui, per la prima volta nella storia della Repubblica, prendono parte i professionisti sociosanitari
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro con nastro tricolore all’Altare della Patria. Si è aperta così la giornata di festeggiamenti in occasione del 2 giugno, la Festa della Repubblica italiana per il 76esimo anniversario della sua nascita, con l’alzabandiera solenne presso l’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto del presidente che, successivamente, ha passato in rassegna i Reparti lungo viale delle Terme di Caracalla.
Presenti alle celebrazioni anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro della difesa Lorenzo Guerini, i presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico. Guerini ha sottolineato che si tratta di una “festa di preoccupazione ma anche orgoglio per il Paese“.
Da Trieste, invece, ha preso la parola il ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco per il suo discorso al Sacrario Militare di Redipuglia. «Libertà pace e democrazia che sono la sintesi e l’espressione della nostra Repubblica, non sono compatibili con regimi autoritari o autocratici – ha esordito. – Per la nostra Repubblica la pace è un elemento fondante ed è necessario evitare il ripetersi di guerre nel territorio europeo».
«Come l’esperienza degli ultimi mesi ci ricorda – ha proseguito, – l’indipendenza e il benessere di un Paese si fondono sulla coesione interna ma anche sulla capacità di difendersi e su scelte economiche che non creino subalternità. Innovazione e benessere, comunque, si fondono anche su forme di cooperazione e di alleanza con Paesi che condividono i nostri valori. Questa è la strada che la Repubblica ha intrapreso nell’ambito dell’Unione europea e della Nato. Il Sacrario ci ricorda anche uno dei principi sui quali è nata l’Unione europea, che abbiamo contribuito a fondare: evitare il ripetersi di guerre tra Paesi europei. Risultato non scontato dopo due guerre mondiali combattute in tempi ravvicinate. Ora è impensabile una guerra con i nemici del secolo scorso».
In un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il capo di Stato scrive: «l’attuale contesto internazionale ci interroga profondamente su come sia possibile garantire oggi il bene indivisibile della pace. Le aggressioni ai civili, le devastazioni delle città nel cuore della nostra Europa, pensavamo appartenessero a un passato remoto, ma la drammatica cronaca di questi giorni ci ricorda come stabilità e pace non sono garantite per sempre. La pace non si impone da sola ma è frutto della volontà e dell’impegno concreto degli uomini e degli Stati. L’Italia e tutta la comunità internazionale, hanno un ruolo centrale nel favorire il dialogo. Dobbiamo farlo uniti, insieme. La nostra esperienza ci ha mostrato come si possa costruire una convivenza stabile e duratura, anche all’indomani di conflitti sanguinosi».
E ancora si legge: «come 76 anni fa ribadiamo le ragioni che hanno spinto il popolo italiano, dopo le sofferenze di due guerre mondiali e della dittatura, a percorrere il lungo cammino verso uno Stato democratico, i cui valori di libertà, pace, uguaglianza e giustizia, diventarono i principi di supremo riferimento per i cittadini e il Paese. Le Forze Armate, protagoniste in questo percorso, in Italia e all’estero, si confermano una risorsa preziosa, come evidenziato anche dalle vicende della gestione della pandemia. I riconoscimenti che pervengono alle nostre Forze Armate sono la prova eloquente della qualità del loro impegno e della credibilità che si sono conquistati. Ai soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e al personale civile, di ogni ordine e grado giungano, in questo giorno di festa, l’apprezzamento e la gratitudine per il servizio offerto alla comunità».
Dopo due anni di stop dovuti all’insorgenza del Covid, è tornata oggi la parata del 2 giugno ai Fori Imperiali, a cui, per la prima volta nella storia della Repubblica, hanno partecipato anche le professioni sociosanitarie (oltre 1,5 milioni di professionisti della sanità tra medici, medici veterinari, infermieri, farmacisti, ostetriche, tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione, chimici, fisici, biologi, psicologi, assistenti sociali) con in testa il ministero della Salute.
Hanno sfilato in oltre 5.000, tra personale militare e civile, ma anche 170 cavalli e 22 elicotteri e mezzi pesanti. In testa ci sono i sindaci con lo slogan “Insieme a Difesa della pace”. Il tutto si è concluso con il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori che hanno disegnato una enorme bandiera nei cieli di Roma.
Sempre nella Capitale, i vigili del fuoco hanno vestito il Colosseo con il tricolore. “Una tradizione spettacolare a cui i vigili del fuoco non rinuncerebbero mai per celebrare la Festa della Repubblica #2giugno #Roma“, si legge su Twitter.
Molti gli eventi in tutta Italia. A Reggio Emilia, il presidente della provincia, Giorgio Zanni, insieme al prefetto, Iolanda Rolli, ha insignito Luciano Ligabue dell’onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica. Il cantautore ha commentato: «sono onorato di ricevere questa onorificenza a Reggio Emilia, che non è solo la città del Tricolore, ma è anche la mia città ed è anche la città in cui, in questi giorni, pieni d’emozione, perché stiamo finalmente per inaugurare un’arena che speriamo porti fortuna, benessere, piacere e spettacolo a questa città. Come vedete, porto la mascherina, perché se mi contagio in questi due giorni temo che arriverò al gesto estremo» – ha aggiunto, riferendosi al prossimo concerto a Campovolo.
In occasione della festa italiana, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha inviato un messaggio in cui si legge: «l’Italia e gli Stati Uniti sono partner impegnati in una ampia gamma di temi globali, dalla cooperazione nella difesa alla sicurezza energetica, dalla transizione verde alla sicurezza alimentare. L’Italia continua a giocare un ruolo chiave contro l’aggressione della Russia, nel sostenere il popolo ucraino. Onoriamo l’Italia come essenziale alleato Nato».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/TWITTER VIGILI DEL FUOCO