Nessuno ha ancora elaborato una strategia per spegnere l’incendio del cratere gassoso Darvaza, in Turkmenistan, che brucia gas metano dal 1971
Si chiama Porta dell’Inferno (o Cancelli degli Inferi, secondo i locali) e da oltre 50 anni, precisamente dal 1971, brucia ininterrottamente gas metano. Quello che sarebbe più giusto chiamare cratere gassoso Darvaza si trova in Turkmenistan, vicino al piccolo villaggio di Derweze, situato nel Deserto del Karakum, 260 chilometri a nord della capitale Aşgabat.
Il cratere ha un diametro di circa 60 o 70 metri, una profondità di 20 metri e copre una superficie totale di 5.350 metri quadrati. Secondo una delle versioni circolanti, il cratere si aprì nel 1971 quando, durante una campagna di scavo nel deserto del Karakum alla ricerca di petrolio e gas naturali sotto la superficie, una delle piattaforme sovietiche per la trivellazione crollò causando l’enorme buco e la fuoriuscita incontrollata del gas metano velenoso. Da lì la decisione di appiccare l’incendio per bruciare il gas in breve tempo. Secondo un’altra versione, fornita dall’esploratore George Kouronis, il cratere esisteva già negli anni 70 mentre l’incendio fu appiccato solo nel decennio successivo.
Lo scorso gennaio il presidente del Turkmenistan, Gurbanguly Berdymukhamedov, ha riproposto la possibilità di spegnere una volta per tutte l’incendio. Le fiamme, infatti, rilasciano CO2 nell’atmosfera, una perdita che di certo non giova all’emergenza climatica, senza contare gli effetti sulla salute degli abitanti della zona. «Stiamo perdendo preziose risorse naturali per le quali potremmo ottenere profitti significativi e utilizzarle per migliorare il benessere della nostra gente», ha detto a inizio anno il presidente durante un intervento televisivo. La riserva inesauribile di risorse naturali che si nasconde sotto le fiamme, infatti, darebbe nuova spinta all’economia del Paese.
Va anche detto che negli ultimi anni il cratere è diventato una popolare attrazione turistica con oltre 50 mila visitatori dal 2009 ad oggi. La vera domanda, tuttavia, resta come spegnerlo. Già nel 2010 e ancora prima è stata avanzata la proposta di soffocare il rogo, purtroppo senza successo.
di: Alessia MALCAUS
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