Domato l’incendio nella struttura, ora anche a Rebibbia sono state trovate molotov
«Innanzitutto la solidarietà agli agenti feriti e intossicati. E poi parlavo con diverse istituzioni e diversi colleghi ministri ieri: non è possibile. Non è possibile evadere così semplicemente. Ci sarò oggi per incontrare il direttore per capire come mettere in maggiore sicurezza non solo il carcere minorile di Milano ma anche tutte le carceri italiane, perché troppo spesso ci sono episodi violenti. Quindi, bisogna permettere a donne e uomini della penitenziaria di lavorare tranquilli». Chiede quindi la linea dura il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, a margine della visita al Centro Umberto Fazzone, comunità per le dipendenze patologiche.
Il leader della Lega ha voluto anche esprimere la sua vicinanza agli agenti intossicati: «ringrazio le forze dell’ordine per quello che stanno facendo in queste ore che per molti sono di gioia, di pranzi e di cene, però per chi indossa una divisa sono di fatica, di lavoro e di impegno».
La situazione in aggiornamento
Non si placa la rivolta del carcere minorile Beccaria di Milano, dove la notte scorsa due dei 7 fuggiaschi dalla casa circondariale sono stati riportati all’interno della struttura. I carcerati hanno appiccato il fuoco rendendo necessario l’intervento dei pompieri, I vigili del fuoco, a causa delle fiamme appiccate da alcuni detenuti all’interno di diverse celle. I detenuti hanno occupato in segno di protesta anche il cortile passeggio. Secondo quanto riporta il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, un reparto detentivo è inagibile e senza luce. Sul posto sono presenti vigili del fuoco ed altre forze di Polizia a supporto della Penitenziaria, ma quattro agenti sono rimasti intossicati.
Sono 7 i giovani detenuti dell’istituto penale di Milano “Cesare Beccaria” che sono riusciti a evadere. I ragazzi, gli evasi hanno tutti tra i 17 e i 18 anni, sono riusciti ad aprire un varco nella recinzione e scavalcato il muro di cinta, fuggendo dal cortile passaggi dove hanno approfittato dei lavori in corso. Gli agenti hanno subito fatto scattare le ricerche che sono, al momento, hanno portato al ritrovamento di due dei 7 fuggitivi; uno si era rifugiato in casa della suocera, mentre un altro è stato riportato dai famigliari. Questa mattina invece un terzo evaso si è presentato spontaneamente nel penitenziario, dopo essere stato convinto dai genitori a tornare. Lo ha annunciato Donato Cacace, segretario generale della polizia penitenziaria.
Il parroco: “mi chiameranno, dirò loro di costituirsi”
Si fa avanti l’ex cappellano della casa circondariale don Gino Rigoldi, padre spirituale nell’Istituto minorile che sostiene convinto: «mi telefoneranno, li riporterò indietro». Ma si augura anche che la vicenda dia uno “scossone” al Ministero, dato che da tempo nel carcere la situazione era critica: «manca un direttore da 20 anni e ci sono lavori da 16».
Tensione alta anche a Rebibbia, trovate molotov vicino al carcere femminile
Tensioni in area carceraria si registrano anche a Roma, dove bombe molotov sono state lanciate durante la notte nel parcheggio per il personale del carcere romano di Rebibbia femminile. Ancora non si conoscono i responsabili dell’atto, che non ha avuto conseguenze. Lo ha divulgato Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia Penitenziaria che ha diffuso la notizia dell’evasione.
De Fazio è tornato a parlare delle problematiche delle carceri, denunciando una situazione da tempo allo stremo sia per sovraffollamento sia per penuria di agenti adibiti alla sorveglianza. Per quanto riguarda gli istituti minorili il rappresentante sindacale lamenta l’innalzamento dell’età dei detenuti (che può arrivare fino a 25 anni), una misura pensata per contrastare il problema del sovraffollamento dei penitenziari.
«Da qualche tempo molte delle problematiche che investono le carceri si ritrovano anche negli istituti penali per minorenni. In particolare, sono in vorticoso aumento i casi d’aggressione agli operatori, di sommosse e, come in questo caso, di evasione. Ciò è evidentemente imputabile a una serie di fattori che vanno dal sostanziale disinteresse della politica prevalente e dei governi alle vicende penitenziarie a scelte poco oculate, quale appunto l’innalzamento del limite d’età che consente la detenzione nelle strutture minorili» ha dichiarato De Fazio.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamento di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI