Secondo il presidente dell’Energoatom i russi starebbero per lasciare Zaporizhzhia
Almeno cinque civili sono morti e altri quattro sono rimasti feriti durante i bombardamenti di ieri delle forze russe nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko: «il 26 novembre i russi hanno ucciso cinque civili nella regione di Donetsk: tre a Ridkodub, uno a Chasiv Yar e uno a Bakhmut».
«Altre quattro persone – prosegue il post- nella regione sono rimaste ferite». Per ora è impossibile stabilire il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi dopo che nella giornata di ieri l’esercito russo ha sparato due missili contro un’infrastruttura del settore dei trasporti a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk. Intanto l’amministrazione militare della città di Kiev ha riferito che l’elettricità, l’acqua, il riscaldamento e le comunicazioni sono state quasi completamente ripristinate nella capitale. «Tutto grazie alla fornitura elettrica ripristinata e stabile – scrive su Telegram l’amministrazione – e al basso consumo di elettricità da parte degli abbonati. Stessa situazione per l’approvvigionamento idrico, il riscaldamento e le comunicazioni: tutto funziona normalmente. Sono probabili solo emergenze locali».
Intanto il governo ucraino torna a lanciare l’allarme per una possibile nuova mobilitazione di massa in Russia. «La Russia – scrive su Facebook lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine- sta preparando la prossima “mobilitazione” segreta per rafforzare le sue truppe al fronte”. Secondo quanto riporta Kiev, la mobilitazione potrebbe avvenire sia in Russia che nei territori occupati dell’Ucraina. «Nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina, sono in corso i preparativi per condurre, dal 10 dicembre di quest’anno, la prossima ondata di mobilitazione segreta nei ranghi delle forze di occupazione russe», afferma lo Stato Maggiore.
Proseguono anche i bombardamenti russi sulla città meridionale di Kherson, dove ieri meno del 5% della popolazione aveva accesso alla corrente a causa degli ingenti danni provocati alle linee elettriche.
Il New York Times cita invece un alto funzionario della Nato, sostenendo che due terzi dei Paesi dell’Alleanza abbiano esaurito le forniture di armi destinate l’Ucraina. In 20 dei 30 Paesi Nato le scorte sarebbero “piuttosto esaurite” secondo la fonte, che comunque precisa che rimangono piene le riserve di Alleati più grandi, ivi compresa l’Italia insieme a Francia, Olanda e Germania. Sarebbero invece in difficoltà gli Stati baltici e la Polonia. Complessivamente i Paesi della Nato hanno rifornito Kiev per 40 miliardi di dollari di armi, par all’intero bilancio annuale della Difesa in Francia.
Russi via da Zaporizhzhia
Il presidente dell’agenzia nucleare ucraina Energoatom Petr Kotin ha dichiarato alla tv nazionale che ci sarebbero segnali “che i russi potrebbero lasciare la centrale di Zaporizhzhia“. Nonostante sia “troppo presto per dire che l’esercito russo stia lasciando l’impianto“, secondo le informazioni di cui Kotin dispone lascerebbero “l’impressione che stiano facendo le valigie e rubando tutto quello che riescono a trovare“.
di: Caterina MAGGI
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA / CIRO FUSCO