L’attivista è stato accusato di aver fatto transitare attraverso la frontiera bielorussa “una grande quantità di denaro in modo organizzato”. Secondo alcuni potrebbe trattarsi di una “ritorsione” del presidente Lukashenko, alleato di Putin
Il premio Nobel per la Pace Ales Bialiatski, in prima linea per la difesa dei diritti umani in Bielorussia, è stato accusato di “contrabbando” di denaro contante e rischia fino a 12 anni di carcere. Lo ha riferito la sua ong Viasna Human Rights Center.
Oltre a Bialiatski, già in carcere dal luglio 2021, sono coinvolti altri due suoi collaboratori, arrestati, e un terzo in esilio all’estero. Secondo Viasna sono accusati di aver fatto transitare attraverso la frontiera bielorussa “una grande quantità di denaro contante in modo organizzato” e di aver “finanziato azioni collettive che minano gravemente l’ordine pubblico”. Il premio Nobel, pecisa l’associazione, “rischia da 7 a 12 anni di carcere”.
La vicenda, però, viene considerata una sorta di “ritorsione” del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, alleato di Putin.
Bialiatski ha vinto quest’anno il Premio Nobel per la Pace insieme al Russian Memorial Center e all’ong Ukraine Center for Civil Liberties: una decisione che la Bielorussia aveva definito “politicizzata”.
Fondata nel 1996 durante le proteste pro-democrazia in Bielorussia, Viasna ha iniziato la sua attività fornendo aiuto alle persone incarcerate e ai loro familiari, per poi occuparsi della difesa dei diritti umani in generale.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/ANDERS WIKLUND SWEDEN OUT