Il ministro russo: “se avesse accolto richieste Russia per limitare espansione Nato non ci sarebbe stato conflitto”
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov incolpa l’Occidente per l’invasione russa dell’Ucraina. Secondo il braccio destro di Putin, l’Occidente “avrebbe avuto la possibilità di fermare lo scoppio della guerra in Ucraina accogliendo le richieste della Russia per limitare l’espansione della Nato e creare uno status di sicurezza speciale per Kiev”.
Non solo: Washington e la Nato sarebbero “direttamente coinvolti non solo con la fornitura di armi, ma anche con l’addestramento del personale militare“.
Lavrov non risparmia nemmeno il Papa che accusa di aver usato “parole non cristiane”: «Papa Francesco dice di volere mediare sull’Ucraina ma recentemente ha fatto delle dichiarazioni non cristiane sulle crudeltà commesse in particolare da membri di due nazionalità della Russia, cioè i Ceceni e i Buriati. Il Vaticano ha detto che ciò non si ripeterà e che probabilmente c’è stato un malinteso, ma questo non aiuta ad aumentare l’autorità dello Stato pontificio».
Lavrov ha aggiunto che la cooperazione con l’Occidente sulla sicurezza europea non potrà essere ripresa in un futuro prevedibile ma “se e quando l’Occidente capirà che è meglio coesistere sulla base di fondamenta concordate, ascolteremo quello che hanno da proporre”.
Per quanto riguarda le relazioni con l’Italia, Lavrov ha dichiarato che il ministro degli Esteri Tajani “sta facendo dichiarazioni relative a idee indirizzate a cercare una soluzione” in Ucraina, “ma non ho sentito proposte concrete”.
Il ministro degli Esteri di Mosca spende invece parole di amicizia per l’ex segretario di Stato americano John Kerry: «i negoziati dovrebbero puntare non a sopprimere il nemico ma a raggiungere risultati attraverso un dialogo rispettoso» afferma Lavrov che a tal proposito cita come esempio positivo proprio Kerry: «ci siamo incontrati più di 50 volte, e adesso vedo in John una persona sinceramente interessata ai risultati e che aiuterebbe a risolvere i problemi insieme».
Dura la replica di Stoltenberg che accusa Putin di essere “andato avanti” nonostante gli sforzi occidentali per la diplomazia. «La Nato era ben preparata, non è stata una sorpresa. Poche ore dopo l’inizio della guerra abbiamo attivato i nostri piani di difesa schierando migliaia di truppe nella parte orientale dell’Alleanza per lanciare un messaggio chiaro a Mosca e prevenire l’escalation del conflitto. Putin è andato avanti con i suoi piani nonostante i nostri sforzi diplomatici».
Ucraina, Xi a Michel: “serve soluzione politica”
Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato a Pechino il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e, analizzando la situazione in Ucraina, ha dichiarato che risolvere la crisi “con mezzi politici” è la soluzione migliore per tutti, “Europa e tutti i Paesi dell’Eurasia”.
«Nella situazione attuale è necessario evitare l’escalation e l’espansione della crisi, insistere nel persuadere la pace e nel promuovere colloqui, nel controllare l’impatto di ricaduta della crisi e nell’essere vigili contro i rischi in campo», ha dichiarato.
Dal canto suo Michel ha dichiarato in conferenza stampa: «ho chiesto al presidente Xi Jinping di far leva sulla sua influenza per porre fine alla guerra della Russia all’Ucraina e far rispettare la Carta delle Nazioni Unite. Abbiamo concordato che la minaccia nucleare è inaccettabile».
Kiev, commessa da 1,2 miliardi dagli Usa
Il Pentagono ha reso noto che l’esercito Usa ha assegnato una maxi commessa da 1,2 miliardi di dollari alla Raytheon Technologies per la produzione di 6 sistemi missilistici anti-aerei Nasams destinati all’Ucraina.
Non è la prima volta: gli Stati Uniti avevano approvato l’invio a Kiev di 8 Nasams per aiutare a respingere i russi, e la prima consegna (di due sistemi Nasams) è stata a novembre.
Al fronte
La situazione al fronte rimane molto difficile: circa 6 milioni di persone sono senza elettricità, come annuncia il presidente Zelensky. Inoltre, gli attacchi russi hanno distrutto la più moderna sottostazione elettrica ad alta tensione dell’Ucraina, la SS 500 kV Kreminska nella regione del Lugansk. Lo ha annunciato il presidente del consiglio di amministrazione di Ukrenergo, Volodymyr Kudrytskyi, sulla sua pagina Facebook, come riporta Unian.
Secondo la società per l’energia elettrica ucraina Dtek, gli attacchi russi sulle infrastrutture energetiche ucraine hanno distrutto il 40% della rete e ucciso o ferito “decine di lavoratori del settore”. «Gli ingegneri elettrici stanno facendo tutto il possibile e l’impossibile per stabilizzare la situazione della fornitura di energia», ha aggiunto la società mentre milioni di persone sono senza corrente o con corrente intermittente.
Sfida dell’Onu: 51,5 miliardi di dollari di aiuti
L’Onu ha lanciato un appello per gli aiuti umanitari, spiegando che nel 2023 serviranno 51,5 miliardi di dollari per gestire le emergenze derivanti da conflitti, clima e pandemia. “Il prossimo anno ci sarà il più grande programma umanitario” che il mondo abbia mai visto, ha detto a Ginevra il capo degli aiuti delle Nazioni Unite, Martin Griffiths.
di: Micaela FERRARO
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