Nuova mossa contro le proteste del Governo
La repressione delle proteste in Iran passa anche dalle banche. Il membro della commissione Cultura del parlamento di Teheran, Hossein Jalali, ha annunciato oggi che i conti bancari delle donne che decideranno di non indossare il velo saranno bloccati. Jalali ha spiegato che le donne che non osserveranno l’obbligo riceveranno delle notifiche sms, poi degli avvertimenti e infine potrebbero veder bloccato il proprio conto bancario.
Lunedì lo stesso Jalali aveva annunciato che sarebbero stati messi in campo nuovi provvedimenti per arginare le proteste e tornare a imporre l’uso del velo alle donne, che è obbligatorio dal momento della fondazione della Repubblica islamica, nel 1979.
Si tratta, nello specifico, del piano statale Efaf (“castità”) e Hijab che sarà presentato fra due settimane, contenente “misure punitive più moderne e precise contro l’abbigliamento improprio“. Una volta diventato operativo, il piano normativo andrà a sostituire il ruolo della Gasht-e Ershad, la polizia morale che qualche giorno fa Teheran aveva annunciato di voler abolire.
Le minoranze pagano lo scotto: lo studio della Bbc
I team d’inchiesta della Bbc hanno analizzato diversi dati e filmati, arrivando a verificare l’identità di oltre 75 delle persone uccise durante le repressioni delle proteste in Iran. L’esito della ricerca dimostra come un elevato numero delle vittime appartenesse a minoranze etniche emarginate e non stesse necessariamente partecipando attivamente a proteste.
In particolare la più alta percentuale di morti si è registrata nelle aree curde e nelle regioni sud-orientali popolate dai Baluch, minoranza sunnita. Delle vittime dientificate, 32 provenivano dalle zone curde e 20 dalla provincia del Sistan Baluchistan.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/JAGADEESH NV