Il Paese non è riconosciuto da cinque Stati membri
Il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, ha consegnato ufficialmente oggi a Praga la domanda di adesione del Paese all’Unione europea. Lo riferiscono i media di Pristina.
Kurti ha definito quella di oggi una “giornata storica per il popolo del Kosovo e di giornata straordinaria per la democrazia in Kosovo“. La Repubblica ceca detiene fino alla fine dell’anno la presidenza di turno della Ue.
Ieri tre rappresentanti del Kosovo hanno firmato la lettera di richiesta di ingresso nell’Unione Europea, in una manovra diplomatica che permetterebbe al Paese di avvicinarsi all’organizzazione dei 27. Il presidente Vjosa Osmani ha detto che così facendo il Kosovo ha fatto un passo avanti cruciale nella sua ambizione di diventare un nuovo membro della “famiglia europea”.
Osmani ha infatti dichiarato: «per il Kosovo e i suoi cittadini non ci sono mai state alternative, ma i sogni possono diventare realtà solo quando si lavora tutti insieme». Nel suo ultimo report sulla situazione della candidatura del Kosovo, la Commissione europea aveva ammesso che il paese ha fatto grandi passi avanti, si legge nel documento: “nel rafforzare le sue capacità di coordinare l’aumento di doveri e obblighi necessari secondo l’accordo di Stabilizzazione e Associazione”.
Questo però non cambia il fatto che almeno cinque membri su 27 dell’Unione (Spagna, Grecia, Slovacchia, Romania e Cipro) non riconoscono nemmeno il Kosovo come Stato indipendente e difficilmente sarà diverso in futuro, a meno che non sia sottoscritto un accordo per stabilizzare le relazioni tra Serbia e Kosovo, un traguardo che per ora sembra tutt’altro che raggiungibile. Il portavoce del parlamento kosovaro Glauk Konjufca ha però ribadito che: «questo è un primo passo nel nostro percorso, un percorso che è stato lungo e non semplice. Ci meritiamo di essere un paese candidato».
di: Caterina MAGGI
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/MILAN KAMMERMAYER