La Procura di Brescia ha chiesto la consegna alla giustizia belga di Colleoni, moglie di Panzeri
Non solo valigette di contanti: fra i pagamenti sotto la lente dell’inchiesta della Procura belga ci sarebbero anche buste natalizie con l’immagine stampata di Babbo Natale. Un elemento che contribuirebbe a ricostruire il sistema di “bustarelle” di Antonio Panzeri, congiuntamente alle intercettazioni telefoniche e ambientali al vaglio degli inquirenti.
I pagamenti venivano distribuiti da Panzeri alle persone ritenute “influenti”; fra le persone chiamate davanti ai magistrati anche il sindacalista Luca Visentini, poi rilasciato in quanto convinto che i pagamenti ricevuti rappresentassero beneficenza; si parla, per ora, di circa 140mila euro di trasferimenti in due anni dai conti di Bruxelles a quelli italiani, trasferimenti che saranno scandagliati dagli inquirenti che stanno allargando l’occhio anche al Sudamerica.
Nel frattempo oggi si è tenuta l’udienza davanti alla corte d’appello di Brescia di Maria Dolores Colleoni, moglie di Panzeri, per stabilire la competenza territoriale del caso e decidere se affidarla alla giustizia di Bruxelles. In questa sede il sostituto procuratore generale di Brescia Giovanni Benelli ha chiesto di disporre la consegna al Belgio della donna, accogliendo quindi la richiesta del mandato d’arresto europeo di Michel Claise. Colleoni avrebbe reso anche delle dichiarazioni di natura spontanea.
La decisione è stata “presa anche sulla base di quello che dirà la moglie dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri oltre che degli elementi d’accusa contenuti nel mandato di arresto europeo“, come avevano precisato i legali della donna. Ad ogni modo, la difesa avrà modo di fare ricorso davanti alla Cassazione anche nel caso in cui i giudici italiani dovessero accogliere la richiesta di consegna.
Domani la stessa sorte toccherà alla figlia di Panzeri, Silvia. Le due donne, come si legge nel mandato di arresto, “sembrano essere pienamente consapevoli delle attività del marito/padre“. Una tesi già smentita dalla difesa di entrambe.
Nel frattempo, la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola continua a promettere “tolleranza zero” per chi dovesse risultare coinvolto nello scandalo, adesso che “bisogna ricostruire la fiducia nelle istituzioni europee“. Per farlo, secondo Metsola, “è necessario mettere in campo riforme. Noi staremo al fianco dei nostri valori, ovvero lo stato di diritto e la giustizia“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: Ansa/ Riccardo Bortolotti