Il Parlamento europeo sarà chiamato ad approvare il piano della Commissione che punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Diversi i nodi che potrebbero spaccare la maggioranza

Oggi sarà il giorno della verità per il Parlamento di Strasburgo, chiamato a votare il pacchetto su clima presentato dall’esecutivo europeo. L’ambizioso piano Fit for 55 rispecchia l’impegno della Commissione a tagliare le emissioni del 55% e ha bisogno di ben 8 voti favorevoli.

Sull’accordo, che mira al raggiungimento della neutralità climatica nel 2050, si teme una spaccatura della maggioranza che potrebbe dividersi in particolare su due degli 8 punti in discussione.

Da un lato lo stop dal 2035 alle vendite di auto e furgoni nuovi che emettano CO2, dall’altro il sistema Ets II che tassa i trasporti su gomma e riscaldamento anche dei privati.

Nel primo caso si tratta sostanzialmente di uno stop all’immissione in commercio di auto con motore a combustione interna; in Aula potrebbe però passare un emendamento che prevede il coinvolgimento del 90% delle auto anziché della totalità dei veicoli.

Fra gli obiettivi più ambiziosi c’è anche l’imposizione di una carbon tax alle frontiere, ossia il trasferimento del prezzo della CO2 applicato in Europa nei prodotti importati da Paesi privi di standard di emissione altrettanto rigorosi.

La decisione finale su questo punto rappresenta una mediazione rispetto alla proposta inizialmente lanciata dalla Commissione, che prevedeva la graduale riduzione e dunque eliminazione dei permessi per l’emissione di CO2 gratuiti di cui beneficia l’industria europea.

Parallelamente però si perseguirà la strada degli Ets, il mercato della CO2 i cui proventi coprono le emissioni degli impianti industriali, estendendolo anche al trasporto aereo e marittimo e istituendo un fondo per gli investimenti nell’innovazione.

Anche per questo il Fit for 55 prevede addirittura l’istituzione di un secondo mercato Ets che attribuisca un prezzo anche alla CO2 emessa da trasporti su gomma ed edifici; questo mercato potrebbe avere pesanti ripercussioni sul prezzo dei carburanti e sul riscaldamento domestico, ma di converso è previsto che parte dei ricavi del sistema confluiscano in un fondo sociale per aiutare le famiglie con maggiori difficoltà.

Infine, l’accordo prevede obiettivi ancora più stringenti nell’ambito della riduzione delle emissioni da agricoltura e trasporti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/OLIVIER HOSLET