STUTTHOF CAMPO CONCENTRAMENTO

La donna è accusata di complicità in omicidio per il suo ruolo nel campo di concentramento di Stutthof

È stata condannata a due anni con la condizionale una donna di 97 anni che è stata accusata di complicità in omicidio per il ruolo che ebbe come segretaria nel campo di concentramento di Stutthof durante la Seconda Guerra Mondiale.

La sentenza è stata emessa in Germania dal tribunale di Itzehoe, nel nord del Paese. La donna, Irmgard Furchner, è accusata di aver aver fatto parte dell’apparato che aiutava il funzionamento del campo, precisamente di aver “aiutato e favorito i responsabili del campo nell’uccisione sistematica delle persone imprigionate tra il giugno 1943 e l’aprile 1945 nella sua funzione di stenografa e dattilografa nell’ufficio del comandante del campo”.

Furchner ha detto di essere dispiaciuta per quanto accaduto e di essersi pentita di essere stata a Stutthof in quel periodo. È stata processata da un tribunale dei minori perché aveva meno di 21 anni all’epoca dei presunti crimini.

Stutthof nacque come punto di raccolta per polacchi ebrei e non ebrei allontanati da Danzica ma dal 1940 fu utilizzato come un campo di addestramento al lavoro dove cittadini polacchi e sovietici venivano mandati per scontare pene ai lavori forzati.

Dalla metà del 1944 nel campo arrivarono decine di migliaia di ebrei dai ghetti dei Baltici e da Auschwitz: tra gli altri vi erano prigionieri politici, criminali accusati, persone sospettate di ‘attività omosessuali’ e testimoni di Geova. Più di 60mila persone furono uccise con iniezioni letali di benzina o fenolo direttamente nel cuore, fucilate o fatte morire di fame.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK