L’allarme aereo è risuonato due volte in tutto il Paese. Putin tira dritto: “la Russia sta agendo nella giusta direzione”
Non c’è Natale per i bimbi ucraini: le bombe continuano a piovere in tutto il territorio del sud est separatista, ma anche nella capitale Kiev dove questa mattina le sirene antiaereo sono tornate a suonare. Lo riportano l’Ukrainska Pravda e Guardian. L’amministrazione comunale della capitale ucraina ha esortato le persone a recarsi nei rifugi dopo l’annuncio dell’allerta aerea. Anche il sindaco di Mykolaiv, nel sud del paese, ha avvertito dell’allarme aereo.
Ma non è solo la capitale in allarme: per tutta la notte un torrente di missili si è riversato su Kharkiv, nell’area del Lugansk e nella regione del Donetsk. Lo riporta il Kyiv Independent. A darne l’annuncio è stato oggi lo stato maggiore delle forze armate ucraine riferendo inoltre che l’esercito russo ha lanciato cinque missili oltre 90 attacchi contro l’Ucraina, causando vittime civili e colpendo le infrastrutture. Nella sola città di Kherson sono morti almeno 10 civili e ne sono rimasti feriti altri 55, 18 dei quali sono in gravi condizioni.E altre sette persone sono state gravemente ferite dagli attacchi di questa mattina.
La Russia invece ha già perso circa 102.050 soldati in Ucraina (+620 nell’ultimo giorno). Lo ha annunciato oggi lo stato maggiore delle forze armate ucraine su Facebook, riferisce Ukrinform.
Nel primo pomeriggio l’allarme aereo è già risuonato due volte in tutto il Paese, a partire dalle regioni di Kiev e Leopoli.
Il discorso di Zelensky: “non aspettiamo miracoli, li creiamo”
D’altra parte era stato lo stesso Zelensky ad avvertire il popolo ucraino che non si sarebbe trattato di un Natale come gli altri, nel suo discorso ufficiale di ieri sera: «celebreremo le nostre feste! Come sempre. Sorrideremo e saremo felici. Come sempre. La differenza è una. Non aspetteremo un miracolo. Lo creiamo noi stessi».
«Potrebbero esserci sedie vuote. E le nostre case e strade non possono essere così luminose. E le campane di Natale non possono suonare così forte, attraverso sirene antiaeree, o peggio ancora, colpi di arma da fuoco ed esplosioni – ha aggiunto il presidente-.Ci incontriamo in circostanze difficili. Qualcuno vedrà la prima stella nel cielo sopra Bakhmut, Rubizhne e Kreminna oggi… Qualcuno celebrerà la festa nelle case di altre persone – case di ucraini che hanno dato rifugio agli ucraini… Qualcuno ascolterà Shchedryk in un’altra lingua – a Varsavia, Berlino, Londra, New York, Toronto e molte altre città e paesi» ha detto Zelensky.
Ma il presidente ha voluto concludere con un augurio di speranza per tutti gli esuli ucraini nel mondo: «si ricordino che veniamo anche per il nostro popolo, restituiremo la libertà a tutti gli uomini e le donne ucraine. Ovunque siamo, saremo insieme oggi. Esprimiamo un desiderio. Uno per tutti. E proveremo gioia. Uno per tutti. E capiremo la verità. Uno per tutti».
Erdogan: l’Occidente provoca e non cerca di mediare
Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco, ha sostenuto che “sfortunatamente l’Occidente ha solo intensificato gli elementi di provocazione e non ha cercato di essere un mediatore” tra le due parti. Lo ha dichiarato ai giovani a Erzurume ed è stato riportato dall’agenzia Ria Novosti. Il presidente ha inoltre sottolineato che “noi come Turchia abbiamo invece assunto questo ruolo“, in particolare “in relazione al corridoio del grano del Mar Nero“.
Speaker Duma: “aumentare sanzioni per chi scappa dalla Russia”
Non è un Natale facile nemmeno per l’opposizione interna russa. I legislatori della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, stanno sviluppando un disegno di legge che aumenterebbe le tasse per i russi che hanno lasciato il paese dopo l’inizio dell’operazione militare speciale in Ucraina. Lo ha affermato Vyacheslav Volodin, speaker della Duma, scrive l’agenzia Tass.
Come ha precisato poi su Telegram: «c’è chi crede che sia necessario dare dei benefici a chi ha lasciato il nostro Paese perché ritorni. Questo è sbagliato. Per chi ha lasciato la Federazione è giusto introdurre un’aliquota maggiorata e noi stiamo lavorando a delle modifiche alla legislazione in tal senso – e ha aggiunto -. Fino ad oggi, coloro che se ne sono andati non solo lavorano a distanza nelle aziende russe, ma godono anche di tutti i vantaggi che ciò offre loro in conformità con la legislazione del nostro Paese».
Oltre 51 mila procedimenti per crimini di guerra sui civili
La polizia nazionale ucraina ha aperto più di 51 mila procedimenti penali per i crimini commessi dall’esercito russo e dai loro complici in Ucraina dall’inizio dell’invasione. Lo ha affermato il capo della polizia nazionale ucraina Ihor Klymenko su Telegram, riferisce Ukrinform.
“A oltre 10 mesi dall’inizio della guerra la polizia nazionale ucraina ha aperto più di 51.000 procedimenti penali per i crimini commessi dai militari russi e dai loro complici. In media, la polizia ha registrato 168 crimini di guerra al giorno” scrive Klymenko.
Putin: la Russia va nella giusta direzione
I media russi riportano le parole del presidente Putin che non indietreggia di un passo sul conflitto. La Russia sta “agendo nella giusta direzione, proteggendo i suoi interessi nazionali e i suoi cittadini“. «Dividi et impera, hanno sempre cercato di farlo, ci stanno provando ora, ma il nostro obiettivo è diverso: unire il popolo russo» accusa ancora il leader del Cremlino.
A discapito di questo, Putin ribadisce di essere pronto a “trattare con tutti su alcuni punti accettabili” anche se “dipende da loro in quanto non siamo noi a rifiutare i negoziati, ma loro“.
di: Caterina MAGGI
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/OLEG PETRASYUK