Da Buckingham Palace tutto tace: le memorie del duca di Sussex creano scalpore ancora prima della pubblicazione
La corte della famiglia reale inglese non ha ancora commentato le dichiarazioni del principe Harry trapelate prima della pubblicazione di Spare, la sua autobiografia autorizzata.
Il duca di Sussex, in auto esilio negli Usa da quasi tre anni con la consorte Meghan, avrebbe accusato il fratello maggiore e neo erede al trono William d’averlo aggredito fisicamente nel 2019, a Londra. Stando a quanto trapelato sull’edizione americana del Guardian online, infatti, William avrebbe definito Megan “difficile” e “maleducata” scatenando la rabbia del fratello minore. A quel punto lo scontro sarebbe diventato fisico e Harry racconta di essere “stato preso per la collottola, strappando la catenina, e buttato a terra”.
Anche l’episodio in cui Harry, all’epoca 20enne, indossava un’uniforme da nazista sarebbe, secondo il racconto del duca, da attribuire al fratello maggiore. Nel libro, secondo quanto riporta il New York Post, Harry ricorda che era indeciso fra l’uniforme da pilota o l’uniforme nazista. «Ho chiamato William e Kate e ho chiesto loro cosa pensavano. Mi hanno detto l’uniforme nazista», si legge.
Il duca avrebbe ancora rivelato di aver fatto uso di cocaina all’età di 17 anni.
Il racconto è in queste ore oggetto di commenti e interpretazioni a raffica da parte di analisti e royal correspondent ma Buckingham Palace al momento tace, così come aveva fatto dopo l’uscita della docu-serie targata Netflix, Harry&Meghan, e in occasione delle recenti interviste televisive.
Proprio in una di queste due interviste Harry avrebbe dichiarato che la sua partecipazione all’incoronazione formale di suo padre Carlo e della regina Camilla in calendario il 6 maggio resta una possibilità aperta, ma tutta da confermare. «Ci sono molte cose che possono accadere fra ora e maggio. La porta è sempre aperta, ma la palla è nel loro campo. C’è molto di cui discutere e io spero davvero che essi abbiamo la volontà di sedersi e di parlare», avrebbe detto all’intervistatore di Itv, Tom Bradby.
Il libro, ancora inedito, ha attirato anche l’attenzione di un importante leader talebano. Harry, infatti, è preso di mira per come avrebbe descritto l’uccisione di 25 nemici quando era impiegato come pilota di Apache in Afghanistan, affermando di non considerarli “persone” ma “pezzi degli scacchi” che erano stati eliminati.
“Signor Harry! Quelli che ha ucciso non erano pezzi degli scacchi, erano umani; avevano famiglie che stavano aspettando il loro ritorno“, ha scritto su Twitter Anas Haqqani.
Allo stesso modo lo ha criticato anche il colonnello in congedo Richard Kemp, ex comandante delle truppe britanniche in Afghanistan, secondo il quale è particolarmente pericoloso affermare l’idea che i soldati di Sua Maestà vedono i loro nemici come “meno che umani”, in quanto così vengono esposti a possibili attacchi durante le missioni all’estero.
di: Alessia MALCAUS
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