Spunta una chat tra alti prelati “vicini a Papa Francesco”

A 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, la 15enne di cui si sono perse le tracce in un caldo pomeriggio del giugno 1983 a Roma, la magistratura vaticana ha riaperto il caso.

Alla base della nuova indagine ci sono alcune nuove prove, presentate dal fratello Pietro. Soprattutto una chat Whatsapp tra due religiosi che, secondo Orlandi, sarebbero “alti prelati molto vicini a Papa Francesco”, che potrebbero essere ascoltati nelle prossime ore come persone informate sui fatti.

Il Fatto Quotidiano ha riportato parte del contenuto della chat: “Devi andare per questa strada…(…) però bisogna risolvere perché questa è una cosa molto grave… (…) lo dobbiamo dire (…) al Comandante della Gendarmeria? (…) No, no, assolutamente… ma che scherzi, assolutamente no!”. I nomi dei due interlocutori della chat per il momento restano riservati.

L’obiettivo della nuova indagine, aperta dalla Procura della Santa Sede, è acquisire i nuovi elementi forniti dalla famiglia e dai legali di Emanuela, riunire il materiale già presente negli archivi degli inquirenti vaticani e scandagliare nuovamente tutti gli atti raccolti anche dalla Procura di Roma, come alcuni verbali allegati all’indagine archiviata nel 2015.

Lo scorso aprile il Papa aveva replicato a una missiva di Pietro Orlandi che denunciava di non essere ascoltato dalle autorità vaticane: Bergoglio aveva dichiarato “il comune interesse di voler fare luce sul caso” e invitava il fratello di Emanuela a “condividere tali elementi col tribunale dello Stato vaticano”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI