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Intanto l’allenatrice deferita Maccarani si difende sui social: “vedo una regia mediatica, ora tocca alla ritmica”

«L’era delle ‘Farfalle’ nata giornalisticamente ad agosto del 2004, muore dopo 18 anni a novembre». Così la capitana della nazionale azzurra di ginnastica ritmica Alessia Maurelli sui social annuncia una rottura “dolorosa e irreversibile” dopo gli scandali che hanno coinvolto il mondo dello sport fra denunce e indagini.

Nei giorni scorsi è stata deferita l’allenatrice delle ormai ex Farfalle, Emanuela Maccarani, dopo l’apertura di un’indagine della giustizia sportiva, mentre si rimpallano le denunce su presunti abusi e violenze.

La scelta di Maurelli deriva dal “peso insostenibile di un collegamento diretto e ormai mediaticamente inevitabile a violenze e abusi che non rispecchia il nostro stesso ideale di libertà“, tanto che “l’attuale e futura Nazionale di Ginnastica Ritmica non si riconoscerà mai più con il soprannome Farfalle“.

Intanto l’allenatrice deferita dice la sua sui social: «l’opinione pubblica mi vede come la cattiva della storia: come può la Federginnastica, a questo punto, non mandarmi via? Ma chi mi conosce, sa chi sono. Non trovo un senso ma capisco che c’è una nuova sensibilità verso body shaming, bullismo, abusi, violenza verbale. E c’è chi ha ritenuto di farci un investimento. Con i social, poi, viaggia tutto velocissimo. Ho letto frasi identiche nello scandalo della ginnastica in Svizzera e negli Usa: maialino, sei grassa… Frasi che io non ho mai pronunciato. Vedo una regia mediatica, ora tocca alla ritmica. Giustissimo occuparsene, lo stavo già facendo sotto la mia direzione tecnica. Io preparo il giardino, le Farfalle arrivano e si posano: 11 mesi all’anno all’accademia, io sono lì per loro. Sono coach, non mamma, ma se qualcuna mi chiede un abbraccio non mi tiro indietro».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA / CIRO FUSCO