Il principe: “mai vantato delle uccisioni” mentre il suo libro “Spare” va a ruba
Non finisce di far parlare di sé il figlio “rinnegato” di re Carlo III. Le rivelazioni sui talebani uccisi al fronte in Afghanistan contenute nella sua autobiografia “Spare”, che sta andando a ruba in tutto il mondo, non hanno mai voluto esprimere alcuna forma di “vanteria, piuttosto descrivere la psicologia di un militare chiamato a colpire i nemici in guerra”.
Ci ha tenuto lo stesso Harry a sottolinearlo in una nuova intervista andata in onda nella notte sulla tv americana per The Late Show. Nel colloquio televisivo Harry è tornato anche ad accusare la corte d’aver cercato d’infangare la sua immagine e quella della sua consorte Meghan, e di “minare” l’uscita di “Spare”, incoraggiando direttamente o indirettamente interpretazioni false veicolate attraverso la stampa britannica più “intollerante”.
Il libro di Harry è insomma un’autobiografia bruciante e d’impatto, come sostiene la traduttrice italiana Sara Crimi, che ha lavorato insieme a Manuela Faimali, Valeria Gorla e Laura Tasso in un’atmosfera quasi “da spionaggio” tanto i lavoro sono stati tenuti top secret; su Harry commenta: «non può non colpire la storia di questo bambino che a 12 anni perde la mamma e non può piangere in pubblico. Senza risparmiarsi nulla, è molto critico anche nei confronti di sé stesso, confessa il suo rapporto con le droghe. E dopo quanto abbiamo visto in questi anni della monarchia inglese c’è da crederci. E da rivalutare le nostre vite di comuni mortali».
di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA/EPA/NEIL HALL