Il kamikaze ha portato anche al ferimento di oltre 100 persone. La maggior parte delle vittime sono agenti di polizia
Un gruppo di talebani pachistani, il TTP (Tehrik-e-Taliban Pakistan), ha rivendicato l’attacco suicida alla moschea di Peshawar in cui sono morte 33 persone, secondo l’ultimi bilancio riportato da ANSA. Il leader Sarbakaf Mohmand ha rivendicato l’attacco tramite un messaggio inviato all’ANSA via WhatsApp e ha spiegato che l’attacco suicida è stato effettuato da Huziafa, un attentatore suicida di 25 anni, che ha usato 7 chilogrammi di esplosivo nell’attacco.
L’azione sarebbe una vendetta per l’uccisione del leader del Ttp Omer Khalid Khorasani, il cui vero nome era Abdul Wali Mohmand, avvenuta nell’agosto 2022 per l’esplosione di una mina lungo la strada nella provincia afghana di Paktika.
L’attacco
L’attentato è avvenuto nella mattinata di lunedì 30 gennaio in una moschea di Peshawar in Pakistan. Gran parte delle vittime sono agenti di polizia.
Si teme un peggioramento del bilancio dei morti, anche dati i numerosi feriti, oltre 100 tra agenti e civili, di cui 18 in condizioni critiche, come ha riferito il portavoce dell’ospedale Lady Reading di Peshawar. Sotto le macerie della moschea ci sarebbero inoltre dei dispersi.
Secondo le prime testimonianze, un attentatore suicida si sarebbe fatto esplodere mentre assisteva in prima fila alla preghiera pomeridiana in una moschea nella zona delle linee di polizia di Peshawar.
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA/BILAWAL ARBAB
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