Oggi in cdm si terrà un’informativa dei ministri di Giustizia, Esteri e Interno sul caso dell’anarchico mentre si moltiplicano le manifestazioni violente nel Paese
Lunedì 30 gennaio alle 18.30 si riunirà un Consiglio dei ministri per discutere, fra le altre cose, anche della vicenda Cospito che ogni giorno che passa si fa sempre più urgente. In programma un’informativa dei ministri degli Esteri, dell’Interno e della Giustizia. Ieri è arrivata la conferma che l’anarchico proseguirà con il suo sciopero della fame, nonostante gli oltre 100 giorni di astinenza dal cibo.
Alla luce delle sue condizioni di salute che peggiorano di ora in ora, complice un pericoloso calo del potassio, il medico di Cospito, Angelica Milia, e i sanitari del penitenziario di Sassari dove l’anarchico è detenuto hanno concordato l’avvio di una terapia per reintegrare i sali. Obiettivo: scongiurare aritmie cardiache.
A seguito della decisione c’è stato anche un consulto fra i medici della Asl e quelli del Dap, per decidere infine il ricovero di Cospito “nel padiglione del Servizio assistenza intensificata” del carcere Opera a Milano. Lo ha confermato Flavio Rossi Albertini, legale del 55enne, precisando poco dopo che “Cospito non accetterà la somministrazione di cibo“.
«Queste violenze e queste proteste si stanno ripetendo ed è una situazione che dovrà essere esaminata con la massima attenzione. Fenomeno seguito molto attentamente su tutto il territorio nazionale. Stiamo facendo indagini per accertare tutte le responsabilità» ha assicurato intanto il capo della Polizia Lamberto Giannini, che ha parlato dell’identificazione e della segnalazione di oltre 40 persone mentre “è in corso la visione die filmati” per accertare le singole responsabilità.
«Oggi pomeriggio informerò il Consiglio dei ministri delle iniziative adottate dal ministero degli Esteri per garantire la sicurezza delle nostre sedi diplomatiche all’estero – anticipa il ministro degli Esteri Tajani rispetto al cdm. – Abbiamo chiesto di rafforzare la sicurezza».
A proposito degli attacchi al consolato italiano a Barcellona e contro l’auto di un funzionario dell’ambasciata italiana a Berlino, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per i reati di danneggiamento e incendio aggravati dalle finalità di terrorismo. Le indagini sono nelle mani degli agenti della Digos e dei carabinieri del Ros.
Anarchici violenti, proteste a colpi di molotov
Nel frattempo si moltiplicano le manifestazioni violente a supporto della battaglia di Cospito contro il 41 bis. Questa notte delle auto della polizia locale a Milano sono state incendiate con delle molotov (l’attacco non è stato rivendicato ma la Digos starebbe percorrendo questa pista), mentre ieri sono stati recapitati dei proiettili al direttore del Tirreno e al procuratore generale di Torino. Altre molotov sono state lanciate contro il Distretto di Polizia Prenestina a Roma.
Nel primo pomeriggio del 30 altre cinque automobili sono state incendiate; questa volta di tratta di cinque vetture Tim parcheggiate nel piazzale della sede Telecom di Roma. In una cabina elettrica adiacente alla sede sono state trovate scritte contro il 41 bis.
Garante dei detenuti contro Delmastro
A prendere la parola in favore del detenuto è anche il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma: «io non entro nel merito, se non per l’aspetto sanitario – spiega. – Però non è vero che la revoca (del 41 bis, ndr) sia giuridicamente impossibile. Per gli atti amministrativi la possibilità esiste sempre, al di là della legge sul 41 bis».
Mantiene invece la linea dura il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: «questi gravissimi fatti dimostrano che chi ha deciso di infliggere il carcere duro a Cospito aveva visto giusto nel ritenerlo ancora un leader, un riferimento forte per una vasta compagine anarchica ritenuta pericolosa. – Spiega, aggiungendo al Messaggero: – Lo Stato non arretra, non può farlo».
Intanto, dai magistrati (Nordio nei giorni scorsi ha ricordato come l’autorità giudiziaria abbia la facoltà di disporre di una sospensione della pena o chiedere al ministro una revoca del regime speciale), tutto tace.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI