L’Idf è entrata nel campo profughi di Aqbat Jabr sparando ad altezza d’uomo, denunciano testimoni
Prosegue la repressione di Tel Aviv contro i campi profughi palestinesi della Cisgiordania, dopo il doppio attentato costato la vita a 7 persone a Gerusalemme il 28 gennaio scorso. Dopo sette giorni di assedio questa mattina nelle prime ore l’esercito è entrato dentro il capo profughi di Aqbat Jabr, nella cintura municipale della città di Gerico.
Secondo i testimoni i soldati avrebbero aperto il fuoco ad altezza d’uomo e lanciato diverse granate stordenti e fumogeni nel campo, mentre intimavano ai residenti di uscire fuori dalle abitazioni sotto la pioggia. I militari sarebbero inoltre entrati in un’azienda avicola ai confini del campo distruggendola completamente.
Il bilancio del raid
Secondo il ministro della salute palestinese, responsabile per l’area C, almeno 6 persone sono state ferite e portate all’ospedale di Gerico. Tra questi uno è stato colpito al petto e al ventre e sarebbe in condizioni critiche. Wafa e altre fonti di stampa locali risportano che i militari avrebbero impedito l’accesso del personale sanitario palestinese all’interno del campo. Altri tre feriti sono stati trasferiti nell’ospedale di Ramallah a causa della gravità delle ferite.
Prima di ritirarsi dalla città biblica, l’esercito israeliano ha arrestato e portato via 10 persona da due diversi nuclei familiari, le cui case sono state rase al suolo poco dopo. L’operazione ha luogo a 7 giorni da un tentativo di sparatoria in un ristorante di proprietà israeliana fuori da Gerico. Non ci sono stati feriti, ma secondo gli investigatori di Tel Aviv il responsabile sarebbe fuggito nel campo.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/ATEF SAFADI