stimolazione elettrica

La ricerca è stata perfezionata da un gruppo di ricercatori guidati dalle Università americane di Pittsburgh e Carnegie Mellon

Grazie alla stimolazione elettrica del midollo spinale, due donne di 31 e 45 anni, colpite in precedenza da ictus, sono riuscite a riacquisire l’uso del braccio e in parte anche della mano che erano rimasti paralizzati.

Sono le prime due pazienti a testare questa novità terapeutica, dopo anni di studi svolti su modelli al computer e su scimmie. È stata perfezionata da un gruppo di ricercatori guidati dalle Università americane di Pittsburgh e Carnegie Mellon. Tra i coordinatori dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, anche due italiani che lavorano all’Università di Pittsburgh: Marco Capogrosso ed Elvira Pirondini.

«Questo è stato un primo studio pilota che abbiamo dovuto interrompere dopo 4 settimane – hanno detto all’agenzia Ansa i due ricercatori – ma speriamo di arrivare a un uso clinico di questa tecnologia in 5-10 anni». Gli studiosi, guidati anche da Douglas Weber della Carnegie Mellon, hanno impiantato un paio di elettrodi al livello del collo, i quali danno impulsi per attivare le cellule nervose all’interno del midollo spinale. Così facendo, si riesce a rafforzare l’attività dei muscoli che sono stati indeboliti dall’ictus, lasciando al paziente il controllo del movimento, che avviene solo quando lo decide lui.

L’esame ha mostrato un miglioramento immediato e le due donne sono riuscite ad afferrare oggetti, aprire un lucchetto, e quindi svolgere azioni prima impossibili.

«Si tratta di un esperimento molto interessante dal punto di vista delle potenzialità cliniche e che vede soluzioni bio-ingegneristiche molto raffinate», racconta Silvestro Micera, docente all’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Quest’ultimo è stato mentore dei due ricercatori ed ha lavorato insieme a loro in studi che hanno permesso, a scimmie prima e a esseri umani poi, di tornare a camminare.

«Con questo studio sono passati dalle lesioni del midollo spinale ai danni al sistema nervoso centrale causati da un ictus – spiega Micera – quindi dagli arti inferiori a quelli superiori». 

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK