Iniziata l’evacuazione dei minori dalla città, scambio di accuse Russia-Ucraina sul Nordstream
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a richiamare l’attenzione internazionale sulla battaglia che si sta svolgendo a Bakhmut in queste ore. «Le forze russe avranno la “strada aperta” verso città chiave dell’Ucraina orientale se prenderanno il controllo di Bakhmut» in un’intervista alla Cnn, difendendo la decisione di mantenere le forze ucraine nella città assediata.
Fu un gruppo pro Ucraina a sabotare il Nord Stream?
Fu un gruppo pro-Ucraina a sabotare i gasdotti Nord Stream lo scorso anno. Lo rivela il New York Times citando alcune fonti statunitensi, secondo cui tuttavia non ci sono indicazioni che il presidente Volodymyr Zelensky e la sua squadra di governo fossero coinvolti nell’operazione.
Secondo le indagini, citate da Tagesschau, il sabotaggio sarebbe stato compiuto con l’aiuto di uno yacht noleggiato da una società con sede in Polonia, ma di proprietà di due cittadini ucraini. Sempre secondo l’ipotesi citata da Ard-Swr-Zeit, il gruppo composto da sei persone sarebbe stato formato da un capitano, due sommozzatori, due assistenti subacquei e una dottoressa, che avrebbero trasportato gli esplosivi e li avrebbero piazzati. La nazionalità dei responsabili non è ancora chiara. La Germania ha comunque tenuto a precisare, a seguito delle rivelazioni, che “le indagini sulle esplosioni sono in corso in Svezia e in Danimarca, ciascuna sotto l’egida delle autorità nazionali”.
Iniziata l’evacuazione da Bakhmut
Il Governo di Kiev ha deciso per l’evacuazione obbligatoria dei bambini da Bakhmut.
I minorenni dovranno essere accompagnati da uno dei genitori, altrimenti da un sostituto o un rappresentante legale. Non è consentito il rifiuto di genitori o tutori di evacuare il bambino. «Il dovere dello Stato è proteggere la vita e la salute del bambino», ha detto il vice primo ministro Irina Vereshchuk.
Sabotaggio dell’aereo russo A-50, i dubbi
Il presidente bielorusso Lukashenko ha dichiarato che sono stati arrestati i presunti sabotatori dell’aereo russo A-50 che lo scorso febbraio si trovava nell’aeroporto di Machulishchi. Tra gli arrestati, secondo quanto riporta il presidente bielorusso, c’era anche “un terrorista” addestrato “dai servizi di sicurezza ucraini e dalla Cia” in “un’operazione contro la Repubblica di Bielorussia alle nostre spalle”. Si tratterebbe di un cittadino russo con passaporto russo e ucraino.
A smentire però questa tesi sono i membri della guerriglia di dissidenti bielorussi che si oppongono al governo di Aleksandr Lukashenko, noti come Bypol. «Non conosciamo la persona di cui ha parlato Lukashenko – ha detto il leader di Bypol, Aliaksandr Azarau, all’ Associated Press – non c’è stato alcun coordinamento con gli ucraini durante questa operazione».
«Le persone coinvolte nell’attacco sono cittadini bielorussi – ha aggiunto – sono tutti partiti all’estero e sono al sicuro».
Paura dall’Albania
Il presidente albanese Bajram Begaj ha incontrato il segretario generale della Nato Stoltenberg. Al termine, in conferenza stampa, ha dichiarato di temere per la sicurezza dei Balcani occidentali.
Questa zona, secondo Begaj, resta “complessa” e la Russia rappresenta “una minaccia” per la stabilità dato che ha “aumentato i suoi sforzi per influenzare l’area con finanziamenti illeciti e metodi ibridi”.
Peskov: “gli Usa fanno di tutto per prolungare la guerra”
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno facendo “di tutto” per continuare la guerra in Ucraina. «La Russia presta grande attenzione all’iniziativa di pace della Cina per l’Ucraina ma ora non ci sono le condizioni perché la situazione si avvii su un percorso pacifico e quindi Mosca cerca di raggiungere i suoi obiettivi continuando l’operazione militare».
Il ruolo della Cina
La Cina nega di aver mai fornito armi alle parti in conflitto. Il neoministro degli Esteri, Qin Gang, nel suo primo briefing con i media a margine dei lavori parlamentari annuali, ha dichiarato che Pechino “non ha fornito armi ad alcuna delle due parti del conflitto ucraino. La Cina non è l’artefice della crisi, né una parte direttamente interessata. Perché minacciare allora le sanzioni alla Cina? Non è assolutamente accettabile”.
Le sorti di Bakhmut
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto all’esercito di trovare “tutte le forze” per difendere Bakhmut.
«Ho chiesto allo Stato maggiore di trovare le forze appropriate per aiutare la difesa di Bakhmut, nessuna parte dell’Ucraina può essere abbandonata» ha dichiarato Zelensky.
Sullo stesso piano anche il ministro della difesa russo Sergei Shoigu ha sottolineato: «la presa da parte delle truppe russe della città di Bakhmut consentirà ai soldati della Federazione russa di continuare la loro offensiva in profondità nelle difese ucraine». Lo ha riferito durante una videoconferenza con la leadership delle forze armate russe in cui ha precisato che a febbraio le perdite delle forze armate ucraine “sono aumentate del 40%, superando le 11.000 unità”.«L’Occidente, come parte della strategia statunitense per spezzare la Russia con la forza delle armi, sta aumentando le forniture di armi a Kiev, ma questo non porta al successo delle forze armate (ucraine) sul campo di battaglia», ha concluso Shoigu.
Usa: “la questione degli F-16 non è sul tavolo”
Gli Stati Uniti hanno ribadito che la fornitura dei jet F-16 all’Ucraina “non è sul tavolo”. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre. Nelle scorse ore si era diffusa la notizia secondo la quale alcuni piloti ucraini si sarebbero negli Usa per addestrarsi all’utilizzo dei caccia militari.
Al fronte
Il comandante delle forze di terra dell’esercito ucraino, il colonnello generale Oleksandr Syrsky, ha dichiarato che la battaglia a Bakhmut “è al suo picco”.
Lo ha riferito Ukrinform, che ha citato il canale Telegram del ministero ucraino della Difesa, secondo cui le truppe russe hanno attinto a forze aggiuntive del gruppo Wagner.
Le forze ucraine hanno respinto 37 attacchi russi la notte scorsa nella zona intorno alla città di Bakhmut, nell’est del Paese: lo ha reso noto lo Stato Maggiore dell’esercito di Kiev nel suo aggiornamento quotidiano della situazione al fronte, come riporta il Guardian.
Media: “soldati russi uccidono prigioniero ucraino disarmato”
Un video diffuso dall’Ukrainska Pravda mostra l’esecuzione di un prigioniero ucraino disarmato da parte delle truppe russe.
Le immagini choc mostrano l’uomo dire qualche parola, fare un tiro di sigaretta e poi, venire crivellato di colpi. A riprendere la scena sono stati gli stessi soldati russi, mentre insultavano il prigioniero. Stando a quanto riferito dalla testata ucraina, prima di morire l’uomo ha dichiarato: «Gloria all’Ucraina».
Non è ancora chiaro dove e quando sia stato girato il video.
Blogger condannato per aver criticato la guerra
Intanto a Mosca un blogger di nome Dmitry Ivanov è stato condannato a 8 anni e mezzo di reclusione per aver criticato l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe: lo riporta Novaya Gazeta citando a sua volta la testata MediaZona.
Ivanov è no studente di matematica e informatica dell’università Lomonosov di Mosca e ha 23 anni.
di: Francesca LASI
aggiornamenti: Micaela FERRARO e Caterina MAGGI
FOTO: EPA/VLADIMIR ASTAPKOVICH/SPUTNIK