helsinki

L’Italia scende di due posizioni e si piazza 33esima, davanti al Kosovo

Secondo i dati pubblicati dal World Happiness Report il Paese più felice al mondo è, per il sesto anno di fila, la Finlandia.

A essere presi in esame, per stilare la classifica, parametri quali sostegno sociale, reddito, salute, libertà, generosità e assenza di corruzione. Il podio è tutto dell’Europa del Nord con Danimarca e Islanda rispettivamente al secondo e terzo posto. Seguono poi Israele, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Svizzera, Lussemburgo e Nuova Zelanda. Per trovare lo Stivale bisogna scendere fino al 33esimo posto in classifica, due in più rispetto all’anno precedente. Prima dell’Italia la Spagna e subito dopo il Kosovo.

Da notare la Lituani che arriva tra le prime 10 posizioni, il Paese da anni sta risalendo la classifica (era 52esima nel 2017) e anche Estonia e Lettonia, al 31esimo e 41esimo posto, stanno migliorando il loro “grado” di felicità.

A chiudere la classifica i Paesi dilaniati dalle guerre, Afghanistan e Libano.

Nonostante il Covid, la crisi energetica, l’inflazione e la guerra le popolazioni di tutto il mondo riescono ad essere ancora resilienti e, spicca nel report, aumenta la benevolenza. Secondo i ricercatori le persone nell’ultimo anno hanno aumentato le attività nel volontariato e contribuito maggiormente alla beneficenza. Le interviste per elaborare il report sono state condotte a oltre 100mila persone in 137 Paesi. John Helliwell, uno degli autori dello studio, ha spiegato: «anche durante questi anni difficili, le emozioni positive hanno prevalso su quelle negative e i sentimenti di sostegno sociale positivo sono stati due volte più forti della solitudine». Secondo il report l’effetto sulla felicità di “avere qualcuno su cui contare nei momenti di difficoltà” è aumentato durante la pandemia.

A pesare sulla compilazione dello studio anche l’invasione russa in Ucraina, rispetto alla 70esima posizione del 2022 la Russia è scesa all’80esimo, mentre l’Ucraina è salita dal 98esimo posto al 92esimo, perché “nonostante l’entità delle sofferenze e dei danni in Ucraina, le valutazioni sulla vita nel settembre 2022 sono rimaste più alte che all’indomani dell’annessione del 2014, supportate ora da un più forte senso di scopo comune, benevolenza, e fiducia nella leadership“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY