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Nel 2021 sono stati individuate 55 nuove vulnerabilità informatiche, provenienti soprattutto da questi tre Paesi

Una guerra silente, senza confini ed estremamente dannosa serpeggia con violenza sempre maggiore in rete. Parliamo degli attacchi informatici perpetrati da gruppi, indipendenti o controllati, ai danni di istituzioni, aziende e soggetti privati. Le frontiere del rischio sono in continua espansione: secondo le stime della Mandiant, sussidiaria di Google, nel 2022 sono state individuate 55 nuove minacce informatiche cosiddette “zero day”, dunque mai identificate prima.

Il dato, come si precisa, è in calo rispetto al 2021 quando sono emersi 81 zero-day, ma comunque in aumento del 200% rispetto al 2020 e sul periodo precedente.

La maggior parte di queste “vulnerabilità”, come spiega della società di sicurezza, riguarderebbero i prodotti di Google, Microsoft e Apple. Non solo: gli informatici sono riusciti a risalire alla nazionalità dei cybercriminali, attribuendo il primato alla Cina, seguita da Russia e Corea del Nord. 13 di queste 55 minacce infatti sarebbero state perpetrati da gruppi di criminali informatici di questi Stati, assoldati per trafugare informazioni sensibili all’estero.

In altri casi individuati dalla ricerca, i cyberattacchi zero-day hanno invece avuto lo scopo di ottenere un riscatto mediante l’impiego di ransomware, minacce informatiche capaci di bloccare l’accesso ai dispositivi. In particolare, il sistema operativo più bersagliato sarebbe Windows per pc.

Secondo le previsioni degli esperti, dobbiamo aspettarci un continuo aumento di attacchi informatici, pilotati dalle intelligence nazionali ma anche indipendenti. Nel mirino dei cybercriminali rientreranno sempre più gli smartphone, sia Apple sia Android, le cui difese nei prossimi anni saranno sempre più sotto attacco.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA